Cronaca Italia

Venafro. Infermiera trasferita perché la collega ha il padre malato. Lei per vendetta le uccide il padre

Venafro. Infermiera evita trasferimento per il padre malato: collega invidiosa lo uccide in corsia

ROMA – Venafro. Infermiera evita trasferimento grazie al padre malato: collega invidiosa lo ammazza in corsia. La collega di Anna Minchella aveva il padre malato e perciò le era stato concesso di restare con lui. Al suo posto era stata trasferita Anna Minchella, che però si è vendicata di quella che per lei era un’ingiustizia. Infatti è accusata di aver avvelenato il padre della collega in ospedale, uccidendolo. E beffa delle beffe: a lei non era stata concessa la legge 104, quella che consente ai lavoratori di poter usufruire di permessi e agevolazioni per assistere i parenti malati. Anna Minchella, 45enne di Cirolano (Caserta) è stata arrestata dai carabinieri di Venafro (Isernia) per omicidio volontario aggravato dall’uso di sostanze velenose e dalla crudeltà.

La svolta nelle indagini è arrivata a un anno dai fatti avvenuti nell’ospedale Santissimo Rosario di Venafro (Isernia) dove – secondo la ricostruzione fornita dal Procuratore di Isernia, Paolo Albano – la donna, il 22 giugno dell’anno scorso, iniettò nella bocca di Celestino Valentino, 77enne di Pratella (Caserta), acido cloridrico acquistato in una drogheria provandogli enormi sofferenze prima della morte avvenuta il 30 giugno.

L’uomo era ricoverato nel reparto di lunga degenza dell’ospedale di Venafro a causa di un’ischemia cerebrale che lo costringeva all’immobilità. La sua patologia aveva evitato alla figlia, Rosa, il trasferimento come infermiera dall’ospedale di Venafro a quello di Isernia.

Rosa – ha spiegato Albano – il 22 giugno lo raccontò ad Anna Minchella che, lo stesso giorno, con siringhe prelevate in ospedale mise in atto la vendetta. “Negli altri casi di infermiere killer – ha dichiarato il Procuratore – abbiamo sentito parlare di morte dolce, quella di Celestino Valentino è stata una morte crudele”.

La tecnica utilizzata fece stringere subito il cerchio delle indagini intorno all’ambiente ospedaliero. Poi la presenza della 45enne nel nosocomio, sebbene avesse preso un periodo di ferie per malattia, e le immagini delle telecamere a circuito chiuso della drogheria, a cinque minuti dal nosocomio, portarono all’avviso di garanzia per Anna Minchella.

Sono state mostrate per la prima volta durante la conferenza congiunta di Procura e carabinieri. Immortalano le sequenze dell’ingresso della 45enne nel negozio, il momento della scelta dell’acido e del pagamento alla cassa dove chiede agli altri clienti di poter saltare la fila.

“Lei, nei mesi scorsi, ascoltata in Procura – ha detto Albano – si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Non ha mai fornito la sua versione dei fatti. Oggi quando i carabinieri le hanno notificato l’arresto, ha mostrato freddezza”. Determinanti, per l’arresto firmato dal Gip Vera Iaselli, sono stati i risultati degli esami del Ris di Roma sul pigiama del 77enne, bruciato dall’acido, e le testimonianze degli altri pazienti dell’ospedale.

 

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