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Venezia. Arrestano rom ricercata: incinta, va ai domiciliari

Sono 30 le ragazze rom tra i 15 e i 28 anni che sono state fermate a Venezia dalla polizia. Tra queste anche una incinta e ricercata ora ai domiciliari

VENEZIA – Una rom ricercata per furto è stata arrestata dalla polizia durante un controllo alla stazione ferroviaria di Venezia ed è stata portata ai domiciliari. Gli agenti hanno rafforzato i controlli contro le borseggiatrici con l’arrivo del Carnevale a Venezia e ha fermato 4 donne, tra cui la ragazza incinta che è stata accompagnata in ospedale dove sono scattati gli arresti domiciliari. In totale sarebbero circa 30 le donne fermate durante controlli.

Francesco Furlan su La Nuova di Venezia e Mestre scrive che le donne rom fermate a Venezia hanno tra i 15 e i 28 anni e arrivato da tutta Italia per “celebrare” il Carnevale e hanno già messo a segno diversi colpi:

“Mercoledì sera invece erano stato i poliziotti del commissariato a intervenire verso le 18.30 sempre davanti alla stazione ferroviaria, controllando quattro giovani donne nomadi che bazzicavano per la stazione. Delle quattro ragazze identificate (di 21, 22, 24, e 26 anni), una è risultata essere destinataria di un divieto di ritorno nel Comune di Venezia, mentre su un’altra, residente in un campo nomadi di Milano, pendeva un mandato di cattura, sempre per borseggi.

La donna, 26 anni, in stato di gravidanza, ha spiegato di avere alcuni dolori e per questo è stata accompagnata all’ospedale civile di Venezia, dove è stata ricoverata per accertamenti. La donna, su indicazione del pubblico ministero, è stata messa agli arresti domiciliari in ospedale. Nel 2015 sono state 64 le borseggiatrice colte sul fatto dai soli vigili urbani, di cui 37 arrestate. Questi sono i giorni più impegnativi per chi – tra polizia municipale, polizia, carabinieri e guardia di finanza – dà la caccia ai pickpocket, termine inglese per ladro di portafogli, usato ormai in tutte le città d’arte, anche italiane, per avvisare i turisti del rischio cui vanno incontro.

Le tre ragazze individuate ieri dalla sezione di polizia giudiziaria della Municipale fanno parte di un gruppo più ampio di nomadi, di origine croata o bosniaca, che fanno le pendolari dai campi nomadi di Milano, arrivando con il treno o anche in auto, avendo come punto di ritrovo il piazzale del bar all’ingresso della tangenziale di via Miranese, di fronte all’Amelia. Borseggiatrici in trasferta che però, nei periodo di maggiori lavoro, si fermano anche a dormire negli alberghi di via Piave, a Mestre”.


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