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Venezia, conducente di battello ha malore. Ma il marinaio…

VENEZIA – Venezia, conducente del battello ha un malore e si accascia sul timone, il vaporetto sbanda: 230 passeggeri salvati da un marinaio che interviene. Tragedia sfiorata in Laguna.

La domenica di Pasqua il comandante del battello della Actv della linea 1 verso il pontile dei giardinetti ha accusato un malore dopo la fermata di Sant’Elena. Il battello ha iniziato a sbandare pericolosamente verso il riva, con i 230 passeggeri a bordo terrorizzati, tanto che alcuni di loro hanno iniziato ad urlare.

A quel punto il marinaio Steven Benetto, 27 anni, di Chioggia, è corso in cabina ha preso il comando dell’imbarcazione, portandola all’attracco. A quel punto sono arrivati i soccorsi, che hanno aiutato il comandante. La vicenda è raccontata da Ugo Dinello sulla Nuova Venezia. 

“Momenti di paura domenica pomeriggio per un malore a un pilota di un vaporetto della linea 1. Il mezzo era diretto dal Lido a San Marco e aveva appena fatto scalo all’imbarcadero di Sant’Elena quando, nel tratto di laguna tra Sant’Elena e i Giardini-Biennale, il pilota si è accasciato sulla timoneria.

A quel punto il mezzo è sbandato a dritta, dirigendosi cioè vero la riva dei Partigiani, ma dopo pochi secondi è ritornato in rotta.

Il marinaio Steven Benetto racconta i drammatici momenti di emergenza a bordo del vaporetto Actv il cui pilota si era accasciato per un malore. “I passeggeri urlavano dalla paura, ma per fortuna sono riuscito ad attraccare”. Un medico tedesco ha soccorso il comandante

Era successo infatti che il pilota si era accasciato sul timone, trascinandolo verso destra: un malore lo aveva colpito all’improvviso e il battello del servizio pubblico è quindi sbandato senza controllo.

Per fortuna il marinaio, Steven Benetto, si è subito accorto di quanto stava succedendo e del pericolo per l’incolumità dei passeggeri. Senza perdere tempo e con una buona dose di sangue freddo, Steven ha messo da parte il pilota svenuto e preso il comando del vaporetto, raddrizzando la rotta e portandolo senza indugio al pontile, dove ha fatto la manovra di attracco e ormeggio da solo”.

 


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