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Venezia: Edoardo Ascione muore trafitto da guardrail, assicurazione vuole le lastre

VENEZIA – Muore infilzato dal guardrail e l’assicurazione vuole le lastre. Un doppio dramma per la famiglia di Edoardo Ascione, il ragazzo di 21 anni morto il 10 agosto assieme a Linda Giorio nel terribile incidente di Portegrandi (Venezia). I medici infatti avevano fatto esami urgenti ma non le radiografie. Ma senza quelle la compagnia non vuole estinguere il mutuo sull’auto. I genitori del ragazzo, attraverso il consulente Massimiliano Golin, si sono subito rivolti a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, per fare piena luce sulla dinamica e le cause dello schianto, con particolare riferimento allo stato di manutenzione di quel guardrail che non ha retto all’urto trasformandosi in strumento di morte.

Come scrive La Nuova Venezia, al riguardo, Studio 3A ha immediatamente incaricato uno dei più esperti periti cinematici, l’ingegner Pierluigi Zamuner, e, attraverso il proprio servizio legale, ha subito depositato una formale richiesta presso la Procura di Venezia, chiedendo al Pubblico Ministero titolare del procedimento, Paola Mossa, di promuovere l’incidente probatorio “per disporre una perizia volta ad accertare lo stato dei luoghi anteriore ai fatti, nonché le modalità di montaggio e di manutenzione del guardrail al fine di verificare l’incidenza causale di detti elementi in relazione all’evento dannoso, disponendo altresì il sequestro dei rottami del tratto di barriera metallica entrato in collisione con il veicolo”.

Una richiesta accolta dal Pm che, per ricostruire la dinamica del sinistro, ha nominato quale consulente tecnico l’ingegner Mario Piacenti: il conferimento dell’incarico è avvenuto proprio giovedì scorso, 13 ottobre, nel corso di un’udienza nella quale anche le altre parti hanno nominato il proprio consulente di parte e Studio 3A ha ufficializzato la nomina dell’ingegner Zamuner. Un particolare, poi riguarda la polizza “protezione infortuni” che il ragazzo aveva stipulato nel 2014 con una compagnia di assicurazioni, contestualmente all’apertura di un finanziamento per l’acquisto dell’auto: una copertura in caso di impedimenti al pagamento delle rate, come purtroppo è successo, del tipo di quelle che si accendono per i mutui casa, e stipulata con una compagnia assicurativa dello stesso gruppo “caldeggiata” dalla banca.


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