Cronaca Italia

Venezia: giro di vite su pizzerie, street food e kebab

Venezia, giro di vite su pizzerie, street food e kebab

Foto Ansa

VENEZIA – Prima le multe salatissime inflitte dalla Polizia municipale a chi usa la città come latrina, ora la brusca frenata ai food take away. Il tutto il nome del decoro e della tutela di Venezia. Come aveva promesso il sindaco Luigi Brugnaro qualche settimana fa, lo stop alla proliferazioni degli esercizi di kebab e pizza al taglio è diventato realtà. Una delibera approvata dal consiglio municipale mette una pietra tombale alle nuove iniziative commerciali non tradizionali.

Il provvedimento vieta aperture di attività “di vendita e di produzione di prodotti alimentari destinati all’asporto e al consumo per strada” sia nel centro storico che nelle isole.

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Esenti solo le gelaterie e le nuove attività il cui iter di apertura era già avviato. L’assessore al commercio, Francesca Da Villa, non nasconde che l’obiettivo dell’amministrazione è di dare corso a misure per limitare l’esercizio “di esercizi non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di Venezia”.

Niente turisti cafoni con il panino unto in mano dunque, ma soprattutto una decisa frenata al proliferare di negozietti di cibi etnici al posto dei bar che vendono ‘cicheti’, i tipici stuzzichini veneziani.

“È evidente che, in alcuni casi, il processo di liberalizzazione delle attività economiche nei centri storici – spiega Da Villa – si è posto in contrasto con la tutela dei caratteri ambientali e del tessuto storico della nostra città antica, in considerazione soprattutto della costante crescita dei flussi turistici che tende a far perdere al cuore del capoluogo lagunare la sua autentica identità”.

L’amministrazione Brugnaro ha nel mirino soprattutto i kebab, ma non solo. “Il proliferare di attività di vendita e consumo del cosiddetto ‘food take away’ ha visto un abbassamento dello standard di qualità del prodotto – sottolinea l’assessore – e favorisce una percezione negativa non solo al residente ma anche al visitatore”.

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