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Venezia, in corteo contro abusivi e borseggiatori mostrano le loro foto

VENEZIA – I commercianti di Venezia si ribellano ai borseggiatori e agli abusivi e appendono per la città dei manifesti con le foto degli scippatori. La originale ed energica protesta, informa Davide Scalzotto sul Gazzettino, è andata in scena sabato 25 giugno a Venezia, dove un gruppo di venditori ambulanti regolari del centro della città ha sfilato in corteo per chiedere basta a borseggiatori e abusivi. 

Sfilando i manifestanti hanno mostrato, affisse su un cartellone, anche le foto dei “cacciatori di portafogli”, spiega Scalzotto, che ricorda le antiche gogne pubbliche della Serenissima. A cui oggi, però, si accompagnano le azioni di polizia, vigili e amministrazione comunale.

Spiega Scalzotto sul Gazzettino:

Nei primi 5 mesi dell’anno le sanzioni dei vigili agli abusivi e la merce sequestrata sono raddoppiate (2.210 multe contro le 1.242 nei primi 5 mesi del 2015, 29.457 pezzi sequestrati contro i 16.506 dello scorso anno). La polizia locale ha “fotografato” gli abusivi: ufficialmente sono una novantina quelli che calano nella città storica ogni giorno, ma se ci si mettono mendicanti, falsi invalidi, figuranti in costume da carnevale e facchini improvvisati, sono molti ma molti di più. C’è poi un fenomeno nuovo: tanti sono dopolavoristi, nel senso che di giorno lavorano nelle fabbriche e nelle aziende della terraferma, e di sera calano con la loro merce, che nella città storica viene stipata in magazzini di facile accesso. Piove? Ecco che spuntano i venditori di ombrelli. C’è acqua alta? Ecco stivali e copristivali. È una bella giornata per le foto? Ecco i bastoncini per selfie. Eccezionale esempio di “flessibilità commerciale”. Possibile perché la merce è nascosta dietro gli idranti nelle calli appartate, nei cestini delle immondizie, nei vani dove ci sono contatori o allacciamenti alla rete elettrica…

Per cercare di contrastare la vendita di paccottiglia da parte di chi non è autorizzato venerdì è stato presentato un nuovo marchio con una etichetta che garantisce la tracciabilità del prodotto, per oggetti come quelli in vetro di Murano o per i merletti di Burano. Sottolinea Scalzotto:

 

Per anni e anni a Venezia gli effetti della liberalizzazione sono stati devastanti, mascherati dietro la tipologia delle “specialità veneziane”, nella quale alla fine è confluito di tutto, con ben poca “specialità veneziana”. Ora il Comune avrà un’arma legislativa in più. Plaudono le categorie. E se plaude anche Roberto Magliocco, presidente dell’Ascom veneziana, che tra le sue attività ha la gestione di rivendite di “specialità veneziane”, significa che il vento è cambiato davvero. Magliocco e i rappresentanti delle altre categorie (ristoratori, commercianti, artigiani) sono andati giù duri l’altra sera in un incontro pubblico organizzato dal Pd.

 

 


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