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Venezia, lapidi “fuorilegge” al cimitero: 700 da rifare

Il regolamento comunale prevede che le lapidi siano tutte uguali, ma quelle del nuovo edificio "La Rotonda" del cimitero di Mestre (Venezia) non lo sono, e adesso rischiano di dover essere rifatte

VENEZIA – Il regolamento comunale prevede che le lapidi siano tutte uguali, ma quelle del nuovo edificio “La Rotonda” del cimitero di Mestre (Venezia) non lo sono, anzi, secondo quanto scrive Alvide Sperandio sul Gazzettino sono “un’accozzaglia di scritte e ornamenti funebri di qualsiasi genere e di vario tipo”. Così adesso l’azienda Veritas, che si occupa dei servizi cimiteriali, ha rimosso l’addetto alla sorveglianza e ha chiesto che d’ora in avanti il regolamento venga osservato, e così 700 lapidi rischiano di dover essere tutte rifatte.

Ma che cosa dice esattamente il regolamento del Comune? Lo spiega Sperandio sul Gazzettino:

“la foto, con il relativo scavo sul marmo, deve misurare 80 mm per 100; le lettere di nome e cognome del defunto devono essere scritte in carattere corsivo, bastone o romano in colore nero o oro; l‘immagine della Madonnina deve stare rigorosamente in centro al basso e mai in basso o in altorilievo e lo stesso deve valere per un’eventuale dedica; l‘illuminazione votiva deve stare a sinistra su 80 mm per 120, così come il vaso per i fiori che va destra”.

Solo che fino ad oggi nessuno aveva controllato, e così attualmente le lapidi sono una diversa dall’altra. Il nuovo responsabile del controllo delle disposizioni, che ha preso il posto del precedente che era risultato inefficace, ha subito fatto capire che le regole devono essere rispettate, e se questo cambia poco per le lapidi che verranno fatte, tutto potrebbe cambiare per quelle che sono già state fatte.

Scrive ancora Sperandio sul Gazzettino:

«Stiamo contattando le famiglie per valutare caso per caso il da farsi», fanno sapere da Veritas. Questione di non facile soluzione visto che i parenti dei defunti hanno buon gioco a rispondere che non potevano conoscere il regolamento, respingendo al mittente la richiesta di pagare un’altra lapide. Dal canto loro, le ditte dei marmisti replicano di essersi attenute alle indicazioni ricevute dai parenti per andare incontro ai loro desideri nel momento difficile del lutto. Insomma, una sorta di scaricabarile.

Complessivamente, si parla di 6-700 posti da rifare solo alla Rotonda in via dei Battuti. «Paghi Veritas oppure si decida di lasciare al libero mercato anche per l’avvenire», sostengono i fratelli Del Maschio, che hanno la ditta a poca distanza dal cimitero, di fronte all’Antica Scuola dei Battuti. «Ciò che è successo ha dell’incredibile, ogni marmista ha fatto ciò che ha voluto e chi doveva vedere evidentemente si è girato dall’altra parte – aggiungono -. Noi per principio ci siamo sempre rifiutati di andare contro le disposizioni date al fine di rendere il nuovo luogo di sepoltura decoroso e ordinato. Per questo ci siamo anche trovati a rinunciare a una buona fetta di lavoro, perché parecchie famiglie, di fronte al diniego, hanno preferito rivolgersi ad altri».


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