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Venezia, sputi sul crocifisso, il prete: “Islamiche col velo hanno profanato”

VENEZIA – Sputi sul crocifisso della chiesa di San Zulian, a pochi passi da San Marco a Venezia, sotto gli occhi del sorvegliante: protagoniste 4 islamiche, velate. Poi si sono allontanate confondendosi fra i turisti. Il fatto è accaduto nella giornata di domenica, a poche ore e a pochi chilometri di distanza da un’altra chiesa, quella di San Zulian dove due giovani orientali hanno fatto la fila per la comunione per poi sputare a terra l’ostia.

Il parroco, don D’Antiga, spiega che alle sue rimostranze i provocatori spiegano: “Possiamo, il Papa ci ha dato il permesso di farlo”. Una lunga scia di provocazioni, alle quale si aggiunge il braccio spezzato pochi giorni fa al Cristo settecentesco di San Geremia: autore un franco-magrebino che è stato espulso dall’Italia.

Il direttore di Libero Vittorio Feltri definisce gli episodi verificatisi nella chiesa di San Zulian come

“un attacco terroristico subdulo. Una forzatura, che però appare un eufemismo visto quanto scrive successivamente. L’ostia sputata diventa vomitata, con incluse bestemmie contro Gesù Cristo. Non sembra che ciò sia vero, ma ciò serve solo per aumentare il climax contro le lle islamiche che hanno sputato contro il crocefisso”.

Il direttore di Libero si definisce ateo, ma chiede di sputare via con un canotto chi getta la sua saliva contro un crocefisso. E invoca una militarizzazione del territorio italiano, per quanto non si capisca per cosa.


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