Cronaca Italia

Ventimiglia, centinaia di migranti: si rischia di tornare come due anni fa

Ventimiglia, centinaia di migranti: si rischia di tornare come due anni fa

Ventimiglia, centinaia di migranti: si rischia di tornare come due anni fa

VENTIMIGLIA (IMPERIA) – Due anni dopo a Ventimiglia, ultimo Comune ligure al confine con la Francia, torna l’assedio dei migranti. Complici la bella stagione, che ha fatto riprendere gli arrivi, e il blocco di Schengen stabilito dal 10 al 30 maggio per il G7 in Italia, la situazione è di nuovo critica.

Sono 150 gli stranieri, tutti africani, che nella serata di martedì 16 maggio si sono riuniti nel piazzale dell’ex dogana, di fronte al cimitero e vicino alla chiesa delle Gianchette, per essere sfamati da alcuni attivisti giunti su auto e furgoncini francesi.

In molti si sono accampati sul greto del fiume Roja o nelle feritoie del ponte della ferrovia. I nuovi arrivati sono senza sistemazione in quanto al centro di prima accoglienza del Parco Roja, gestito dalla Croce Rossa, dove sono disponibili 252 posti, sono tutti occupati. Sono un centinaio i migranti con famiglia e minori ospiti del parroco delle Gianchette. In tutto a Ventimiglia ci sono circa 600 migranti.

“La settimana scorsa il numero di passaggi si attestava tra i 100 e i 150 al giorno, ha spiegato il responsabile della Caritas Intemelia, Maurizio Marmo. Adesso siamo tra i 300 e i 400 e se a questi aggiungiamo gli ospiti del Parco Roja e le famiglie accolte nella chiesa di Sant’Antonio i conti sono presto fatti”.

Al momento, la Caritas è in grado di offrire il pranzo ai migranti cosiddetti ‘autonomi’: la cena è garantita da un gruppo di volontari francesi che distribuiscono pasti caldi e acqua minerale nel piazza dell’ex dogana. Qualcuno fornisce anche un minimo di assistenza medica. Ma il timore è che si possa tornare ad una situazione come quella di due anni fa, quando gli arrivi, sempre più numerosi, avevano fatto sì che, il 13 giugno, la Francia decidesse di blindare la frontiera.

I migranti allora, incalzati dalla polizia italiana, fuggirono sugli scogli dei Balzi Rossi e si accamparono lì, fino al definitivo sgombero del 30 settembre. Una crisi, ricorda il Secolo XIX, durata 109 giorni che Ventimiglia non vuole più vedere. Ma i segnali di questi giorni risvegliano vecchie preoccupazioni.

“Ricordiamo – aggiunge ancora il direttore della Caritas al quotidiano ligure – che se ci troviamo in questa situazione la colpa è della Francia: ha chiuso il confine discriminando chi cerca di varcarlo sul colore della pelle, respinge persino i minorenni da soli”.

La polizia italiana, però, da questo punto ha le idee chiare, come ha spiegato un agente al Secolo XIX:

“Ma non ci sarà una nuova estate dei migranti sugli scogli. Se proveranno a varcare il confine in massa, non li fermeremo: ci penseranno i francesi, che sono già pronti per l’eventualità e si fanno meno problemi di noi”.

 

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