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Verano, scandalo cappella fatiscente venduta a 245mila€

ROMA – Ha partecipato al bando del Comune di Roma per aggiudicarsi una delle prestigiose cappelle sepolcrali del Verano, fino a poco tempo fa riservate a vip e personaggi noti. Ma si è ritrovata proprietaria di un manufatto fatiscente da ricostruire da capo, pagato la bellezza di 245 mila euro. Protagonista della storia è Claudia Tulimiero Melis, vedova del professor Marco Melis, anatomopatologo all’Università la Sapienza, deceduto nel 2010.

La donna, che a settembre 2014 ha vinto un bando del Campidoglio che prevedeva l’assegnazione di concessioni della durata di 75 anni, per un valore complessivo di base asta di oltre 3,7 milioni di euro, sostiene di essere stata truffata. Per questo ha deciso di fare causa all’Ama, sezione Cimiteri Capitolini. Stando alla relazione stilata dalla municipalizzata infatti, si aspettava di ricevere una cappella “in stato di conservazione discreto” ma a suo dire l’immobile è invece interamente da ricostruire.

Secondo quanto riportato da Michela Allegri sul quotidiano il Messaggero, il lotto “incriminato” sarebbe il numero 5: una cappella di 9 metri quadrati, 12 posti, di cui 4 ricavabili da una cripta. Nel bando si legge che l’intonaco è “in cattive condizioni” e si fa cenno ad eventuali “infiltrazioni di umidità”, per poi definire più sotto “la camera sepolcrale asciutta”.

In realtà riporta Il Messaggero, citando una consulenza di parte:

“La cappella si presenta in uno stato di degrado avanzato”. Il cancello d’ingresso è completamente ossidato, l’interno è “angusto e umido” e i locali presentano “pianali d’appoggio fortemente ammorbati perché i travetti metallici che ne costituiscono la tessitura sono stati aggrediti dalla ruggine”. Anche la cripta sarebbe differente rispetto a quanto promesso: per il consulente, si tratta solo “di un sottofondo alto poco più di 40 centimetri”.


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