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Veronica Panarello. Andrea Stival sbigottito respinge accuse

RAGUSA – Veronica Panarello. Andrea Stival sbigottito respinge accuse. Cinque ore sotto torchio per respingere tutte le accuse e dire che lui non sa dirsi perché gli siano piovute addosso calunnie tanto gravi. Andrea Stival il suocero di Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio Andrea Loris Stival, si dice  “Sbigottito dalle accuse” lanciate nei suoi confronti dalla donna. “Non se lo spiega” e “non sospetta alcuna vendetta né personale né perché si è costituito parte civile nel processo”.

E’ la posizione di Andrea Stival espressa alla Procura di Ragusa e resa nota dal suo legale, l’avvocato Francesco Biazzo, dopo l’interrogatorio. Secondo la donna il piccolo 19 novembre del 2014, venti giorni prima di essere strangolato, avrebbe visto la madre e il nonno fare nella cucina della loro casa. Ma su quella giornata la Procura “non gli ha chiesto alcuna notizia – rivela il penalista – assolutamente no”. “Noi siamo in piena sintonia con la magistratura – sottolinea l’avvocato Biazzo – vada avanti, faccia tutte le verifiche del caso: abbiamo un assoluto interesse affinché questa vicenda si concluda nel più breve tempo possibile”. Sull’annunciata querela per calunnia il legale precisa che “la presenterò all’indomani del giorno in cui finalmente avrò la dichiarazione resa ai magistrati dalla signora Veronica Panarello”.

“Il mio assistito ha risposto a tutte le domande e, come dice da sempre, ha respinto ogni accusa per l’omicidio del piccolo Loris e ha respinto quella infamante di avere una relazione con Veronica Panarello” ha affermato il legale di Andrea Stival, l’avvocato Francesco Biazzo, dopo l’interrogatorio di cinque ore nella Procura di Ragusa dell’uomo. La Procura, ha spiegato, ha “chiesto dei chiarimenti”. Non sono stati mostrati filmati, né ci sono stati riscontri col verbale di interrogatorio della donna. “Abbiamo ricostruito la giornata del 29 novembre 2014 – ha aggiunte il penalista – e i rapporti che c’erano con Loris, Davide e Veronica. Ai magistrati è stato confermato tutto quello che era stato messo a verbale nel dicembre del 2015. Lui non ha bisogno di alibi perché nessuno lo vede, mai, sui luoghi dell’omicidio. In ogni caso – ha ribadito l’avvocato Biazzo – il fatto che lui quella mattina si trovava con la compagna è stato confermato. Le telefonate con Veronica ci sono state e rientrano nella gestione di un rapporto assolutamente familiare. Su una lettera inviata in carcere alla donna, secondo il legale “c’è stata una strumentalizzazione: non c’è contestualità con la dazione di denaro, ma è un saluto aggiuntivo a una missiva scritta dal padre della Panarello, che li aveva invitati a farlo e il signor Stival ha aderito”.

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  • Il piccolo Loris
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