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Veronica Panarello, la forma del cervello: enigma lombrosiano

RAGUSA – Che forma ha il cervello di Veronica Panarello? Se lo domandano in molti dopo la guerra a colpi di perizie combattuta ieri, martedì 21 giugno, dinanzi al gup di Ragusa, Andrea Reale. Per i periti nominati dal Gup, i professori Eugenio Aguglia e Roberto Catanesi, sentiti in aula, Veronica Panarello avrebbe una “personalità disarmonica” ma era ed è in grado di intendere e volere. “Capace di intendere” sì, riconosce la difesa, ma “non di volere” e con “sintomi psicopatologici con disturbi della personalità che incidono in maniera cospicua sul suo agire”. L’avvocato Francesco Villardita mette, soprattutto, al centro della contestazione, la risonanza magnetica funzionale eseguita alla testa dell’imputata. “I nostri consulenti – osserva il penalista – danno una valutazione diversa su quella dei periti”. Ed è qui che entra in gioco Cesare Lombroso e la fisiognomica.

Secondo due periti del legale, i professori Pietro Pietrini e Giuseppe Sartori, la donna avrebbe un “cervello che è più simile a quello dei malati di mente, rispetto alle persone cosiddette normali”, con “un ippocampo particolare” e questo emergerebbe dall’esame morfologico della risonanza magnetica a cui l’imputata è stata sottoposta a Catania. Villardita ha sottolineato che questo accertamento non è stato refertato. Per questo il Gup ha disposto il deposito dell’esame entro i prossimi 15 giorni: per i periti sarebbe la riproposizione della teoria del Lombroso, mentre per i consulenti è un dato statistico scientifico.

La battaglia si combatte sul sottile filo della psiche di Veronica Panarello, che inciderà sul futuro della donna accusata di avere ucciso il figlio Loris Stival, di 8 anni il 29 novembre del 2014 nella loro casa di Santa Croce Camerina, e di averne occultato poi il cadavere nel canalone di contrada Mulino Vecchio. Una differenza che, in caso di condanna, vale più di una decina di anni di reclusione, in più o in meno.

I consulenti delle parti civili nominati dall’avvocato Daniele Scrofani, per il padre di Loris, e dall’avvocato Francesco Biazzo, per il nonno del bambino, Andrea Stival, concordano con la tesi della procura: Veronica sarebbe disturbata ma era perfettamente lucida e consapevole quando il delitto si è compiuto. In più dice la psicologa Maria Costanzo, consulente del papà di Loris, un legame emotivamente distorto, probabilmente di natura psicologica”, potrebbe essere il movente. “Veronica – spiega – non era genitore per suo figlio, lui era un amico”.

Ma a mettere nei guai la mamma di Santa Croce in Camerina potrebbe essere un supplemento di perizia medico legale sulla morte di Loris, depositato dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota. Per l’anatomopatologo Giuseppe Iuvara resta una fascetta di plastica, che “lascia un segno continuo”, l’arma utilizzata per strangolarlo. Una ricostruzione che non combacia con l’ultima versione data da Veronica Panarello che ha accusato il suocero, Andrea Stival, affermando di essere rimasta “impietrita” mentre l’uomo strangolava il nipote con un cavo Usb, da computer. Secondo il medico legale sul collo della piccola vittima non sono stati rilevati i segni di un “incrocio” che l’utilizzo di un cavo avrebbe comportato. Dalla perizia emerge un altro particolare che non collima con la ricostruzione dell’imputata: quello che sia stato il suocero a gettare il corpo nel canalone. Le impronte di trascinamento per terra non ci sarebbero state se ad avere portato Loris fosse stato Andrea Stival, perché l’altezza dell’uomo non avrebbe consentito ai piedi del piccolo di arrivare a terra. Mentre le tracce rilevate combaciano con la statura di Veronica, più bassa del suocero.

Il fascicolo di Andrea Stival, indagato per omicidio come atto dovuto, resta aperto dalla Procura di Ragusa. Della presunta relazione tra la giovane e il suocero, di cui parla la donna e che, a suo dire, sarebbe il movente scatenante dell’omicidio, però non sono state trovate tracce da Polizia di Stato e carabinieri che indagano. Lui resta nel processo come parte civile perché, ha deciso il Gup rigettando una richiesta della difesa, non è tecnicamente possibile escluderlo.

In aula c’erano anche il marito di Veronica Panarello, vestita di nero e apparsa in buone condizioni fisiche, Davide Stival, e il suocero, Andrea. Non ci sono stati contatti tra loro. Loris due giorni fa avrebbe compiuto 10 anni e a Santa Croce Camerina lo hanno ricordato con una cerimonia semplice: “E’ stato bello e commovente”, commenta Davide Stival che vi ha partecipato con figlio più piccolo. Cerca “verità e giustizia” per suo nipote Andrea Stival che sui rapporti col figlio, interrotti, si professa possibilista: “Si possono riprendere”. Intanto si rivedranno nella prossima udienza, fissata dal Gup per il 18 luglio.

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