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Veronica Panarello, periti: “Uccise Loris con lucidità”

RAGUSA – Veronica Panarello “ha agito con lucidità quando ha ucciso il figlio”, Andrea Loris Stival, morto soffocato con delle fascette si plastica il 29 novembre 2014. E’ quanto si leggerebbe nella perizia degli esperti nominati dal giudice per l’udienza preliminare di Ragusa per valutare le condizioni psichiatriche della donna.

Secondo quella perizia la donna ha “tratti disarmonici della personalità”, ma è in grado di intendere e volere. E lo era anche all’epoca dell’omicidio di Loris, 8 anni.

La perizia, in 105 pagine, fa parte integrante del processo abbreviato condizionato che riprenderà il prossimo 20 giugno, quando il giudice dovrà decidere sul rinvio a giudizio. “All’epoca dei fatti, e con riferimento a essi – scrivono i due esperti – ella aveva capacità di intendere e volere”. Spiegano che la donna “presenta tratti disarmonici della personalità”, “un certo grado di labilità emotiva” e una “instabilità delle espressioni affettive”.

La sua personalità ha “tratti istrionici, alimentati da un nucleo narcisistico che orienta una lettura soggettiva di fatti e giudizi sulle persone in maniera fortemente egocentrica, autocentrata”. Ma, sottolineano i periti, “il complesso di elementi clinici e psicodiagnostici raccolti non consente di mettere in luce disturbi mentali clinicamente rilevanti”.

Secondo i due esperti, l’imputata è inoltre “in grado di partecipare coscientemente al processo”. Perché le sue “attuali condizioni psichiche le consentono di comprendere oggetto e contenuto delle imputazioni, oltre a consentirle di argomentare circa le accuse che le sono mosse”, ed è “in grado di esporre i fatti di cui è a conoscenza”.

Anche dalla risonanza magnetica alla testa non emergono dati che possono incidere, visto che i medici considerano l’esito dell’esame “nei limiti della norma” e che la morfometria “non rileva alterazioni dello sviluppo corticale”.

Ai periti Veronica Panarello ha ricostruito la sua presunta relazione con il suocero Andrea Stival, che nega ogni coinvolgimento. La donna sostiene che l’uomo ha ucciso Loris perché questi “voleva raccontare tutto a papà”. E la sua ultima verità: il suocero che avvolge il filo del computer attorno al collo del bambino e lo uccide mentre lei era terrorizzata e immobile per il panico: “C’ero e non c’ero…”. Poi quella che lei definisce la rimozione: era “come se non fosse successo nulla”.