Cronaca Italia

Veronica Panarello “uccise Andrea Loris Stival?” Perché?

Veronica Panarello "uccise Andrea Loris Stival?" Perché?

Veronica Panarello “uccise Andrea Loris Stival?” Perché?

RAGUSA – Veronica Panarello ha ucciso o no il figlio Andrea Loris Stival? In attesa che i giudici si pronuncino sul delitto del bambino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina (in provincia di Ragusa), i giornali di cronaca nera si stanno scatenando sulle ipotesi di movente che potrebbe essere addebitato alla donna. Secondo il settimanale Giallo, per esempio, un possibile movente potrebbe essere una eventuale scappatella della donna.

Scrive Federica Federico su Vita da mamma:

Perché Veronica Panarello avrebbe ucciso suo figlio Loris? Questa domanda, ammissibile solo accettando l’ipotesi accusatoria, rischia di essere il cuore di tutto il processo per l’omicidio di Loris Stival.

Gli inquirenti non hanno mai rinvenuto lo zainetto del bambino. E, ad oggi, non è stato ancora stabilito con certezza se l’occultamento del cadavere di Loris sia stato compiuto solamente da Veronica oppure con l’aiuto di qualcuno.

Gli investigatori non avrebbero accantonato l’ipotesi di una possibile complicità.

L’idea della complicità e più ancora l’ipotesi di un segreto da nascondere ad ogni costo emerge nuovamente dalle pagine di Giallo – Cairo Editore, n°3 del 20 gennaio 2016 (disponibile in edicola)

Il settimanale riporta l’attenzione del lettore su un elemento delicato e ancora in via di accertamento:Davide Stival, il marito di Veronica, durante i colloqui in carcere, avrebbe chiesto alla moglie spiegazioni circa alcuni bigliettini trovati in casa loro.

Antonio Di Raimondo sul Corriere di Ragusa spiega invece quali perizie attendono ora Veronica:

Secondo la tesi difensiva la madre di Loris sragionava quando si rese conto che il figlioletto stava morendo soffocato dalle fascette di plastica che lui stesso si sarebbe stretto al collo per gioco quella fatidica mattina del 29 novembre 2014. Questa almeno la versione della Panarello che poi si liberò del corpo del bambino gettandolo in fondo al canalone di contrada Vecchio Mulino, dove si recò in auto, come documentato dalle telecamere di sicurezza sparse per Santa Croce. Immagini che la inchiodarono, smentendo la prima versione dei fatti sostenuta per mesi dalla donna, ovvero quella di aver accompagnato quel giorno il figlio a scuola.

Nei prossimi giorni psicologi e psichiatri effettueranno altre perizie volte ad accertare la presenza o meno dei sintomi che, a loro avviso, avrebbero potuto cancellare la responsabilità delle azioni compiute da Veronica Panarello, senza intaccare il suo equilibrio psichico. Nel frattempo i giudici dovranno esprimersi sulla capacità genitoriale della donna, la cui perizia non è per nulla a suo favore. Nel documento che da qualche giorno è sul tavolo di Maria Francesca Pricoco, presidente del tribunale dei minori di Catania e giudice rogante nella causa per l´affidamento dell´altro figlio minorenne dei coniugi Stival, oltre che presidente del collegio che dovrà stabilire la capacità genitoriale della mamma 27enne, si legge di «Una prognosi negativa rispetto alla possibilità che la signora Panarello Veronica possa esercitare una adeguata capacità genitoriale».

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