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Veronica Panarello: “Uccisi con Andrea Stival, ecco perché”

Veronica Panarello ha accusato il suocero davanti agli psicologi. Venerdì mattina ripeterà, con ogni probabilità, la versione davanti ai magistrati

CATANIA –  “Le dichiarazioni di Veronica Panarello sono forti perché forniscono movente, complice e dinamica del fatto, e fornisce anche l’arma del delitto”. Lo ha affermato il legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita, prima di entrare nel carcere di Catania dove il pm di Ragusa, Marco Rota, la interrogherà sulle sue ultime rivelazioni che accusano il suocero Andrea Stival di essere il responsabile del delitto.

“Per la prima volta – ha aggiunto il penalista – si parla di omicidio e non di incidente e c’è una chiamata in correità. Io ho visto la signora Panarello due giorni fa e l’ho trovata decisa a riconfermare la sua versione dei fatti e ci auguriamo che stamattina faccia luce e chiarezza su questa misteriosissima vicenda”.

I cronisti che gli hanno chiesto il valore della credibilità visto il cambio di versioni fornita da Verona Panarello, l’avvocato Villardita risponde: “Quelli non erano racconti, ma la signora ha riferito quello che ricordava in quel momento, fino alla visita al cimitero dove è sepolto Loris, quando ha incominciato a ricordare tutto”.

La Procura di Ragusa ha indagato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere Andrea Stival. L’iscrizione, si sottolinea in ambienti attivi nelle indagini, è un atto dovuto dopo le dichiarazioni della donna che lo ha chiamato in correità, sostenendo che fossero amanti. Davide Stival, padre di Loris, reputa le dichiarazioni della moglie “a prima vista poco credibili”.

Se ne fa portavoce il suo legale, l’avvocato Daniele Scrofani, che aggiunge: “attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura, certi che si arriverà al nostro unico obiettivo: raggiungere la verità”. La nuova iscrizione nel registro degli indagati, come atto dovuto, nasce dalle dichiarazioni rese lo scorso gennaio nel carcere di Catania da Veronica Panarello a una psicologa: “Loris lo ha ucciso mio suocero Andrea Stival – ha detto – e ho ricordato tutto quando sono andato a trovarlo al cimitero, ma non l’ho detto prima perché avevo paura che uccidesse anche il bimbo più piccolo. Lo ha fatto perché eravamo amanti”.

Loris Stival, 8 anni, è stato assassinato il 29 novembre 2014 nella sua casa a Santa Croce Camerina. Per il suo omicidio la madre è a processo, col rito abbreviato, per omicidio premeditato e occultamento di cadavere davanti al Gup di Ragusa. Dal procedimento rischia di uscire come parte civile Andrea Stival: da indagato la sua posizione diventerebbe incompatibile. Per la Procura Veronica Panarello avrebbe strangolato il figlio usando delle fascette di plastica e poi gettato il corpo nel canalone di contrada Mulino Vecchio. La donna ha più volte cambiato versione sulla ricostruzione dei fatti: da innocente, sostenendo di avere accompagnato a scuola il bambino smentita dalle telecamere di sicurezza, a testimone di un incidente, con Loris che si sarebbe strangolato mentre giocava, confessando l’occultamento del cadavere. Adesso accusa il suocero: l’avrebbe ucciso lui per eliminare un testimone della loro relazione. Lui lo avrebbe strangolato con un cavo da computer, dopo averla obbligata a legare le mani al bambino con delle fascette. Ricostruzione che al momento non ha riscontri video, non ci sono immagini che riprendono Andrea Stival in zona, e anche con l’autopsia, Loris è stato strangolato con delle fascette.