Cronaca Italia

Veronica Panarello, uomo armato in tribunale: Voglio vederla

Veronica Panarello, uomo armato in tribunale: Voglio vederla

Veronica Panarello, uomo armato in tribunale: Voglio vederla

RAGUSA – “Voglio vedere Veronica Panarello”. E’ entrato armato in tribunale a Ragusa un uomo di 65 anni, il 3 marzo scorso. Voleva vedere la mamma di Loris Stival, giura che non voleva farle del male, ma per via di quella pistola l’uomo è stato denunciato per porto abusivo di armi. Oltretutto aveva anche scelto il giorno sbagliato: il 3 marzo era in programma l’udienza di Andrea Stival, il suocero di Veronica, e la Panarello non era in tribunale.

Andrea Stival davanti ai magistrati ha negato ogni accusa. “Sbigottito dalle accuse infamanti” della nuora, che lo indica come il suo amante e l’assassino di suo figlio Loris, l’uomo dice: “Non si spiega il perché lo abbia fatto”, ma Andrea Stival nelle cinque ore davanti al sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota, resta ferma sulla propria posizione: “Non l’ho u****o io e non ho una relazione con lei”. Dopo la nuova ricostruzione della donna lui è indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Durante l’interrogatorio, rivela il suo legale, l’avvocato Francesco Biazzo, Andrea Stival ha “respinto ogni accusa per l’omicidio del piccolo Loris e quella infamante di avere una relazione con Veronica Panarello e ha fornito chiarimenti su quanto aveva già detto”.

Nell’ora in cui il medico legale stima sia stato u****o il bambino l’uomo, che convive con la compagna Andreina Fiorilla, sarebbe stato lontano dal luogo del delitto.  I due si sono svegliati nella prima mattinata. Poi la coppia è uscita intorno alle 10.15 ed è andata prendere un caffè, poi è andata in farmacia e quindi è entrata nel Vanity House, il negozio vicino casa di Veronica Panarello, e infine si è recata in un supermercato. La ricostruzione è stata confermata da Andreina Fiorilla, che è stata sentita per poco più di due ore come persona informata sui fatti dal Pm Rota: “stavamo da poco insieme, perché dovrei fornire un falso alibi a uno che ha u****o un bambino?”.

San raffaele

“Lui non ha bisogno di alibi perché nessuno lo vede, mai, sui luoghi dell’omicidio – osserva l’avvocato  Biazzo – e in ogni caso il fatto che lui quella mattina si trovava con la compagna è stato confermato. Le telefonate con Veronica? Ci sono state e rientrano nella gestione di un rapporto assolutamente familiare”.

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