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Vibo Valentia: rapinato e gettato in fondo al mare da rumeni

Succede a Vibo Valentia. I due rumeni avrebbero attratto l'uomo con la promessa di un rapporto sessuale. Poi l'hanno rapinato e tramortito

VIBO VALENTIA – Vibo Valentia: rapinato e gettato in fondo al mare da rumeni. I Carabinieri hanno arrestato un uomo e una donna di nazionalità romena, di 36 e 35 anni, con l’accusa di rapina ed omicidio. L’arresto è avvenuto in provincia di Vibo Valentia, in Calabria. Secondo l’accusa, i due nello scorso mese di agosto a Pizzo Calabro hanno avvicinato un pensionato di 79 anni con la scusa di un rapporto . Hanno poi aggredito e rapinato l’anziano che, rimasto tramortito, è stato poi gettato in mare ed è annegato.

I due arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia (sezione di Polizia giudiziaria della Procura e Compagnie di Vibo Valentia e Tropea), unitamente a personale del Reparto aeronavale della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica.

La coppia di rumeni è accusata di avere compiuto altre rapine ai danni di anziani con una certa disponibilità economica, che venivano attirati in luoghi isolati e aggrediti. Il sito strill.it riporta il verbale dell’arresto:

Il 06 agosto 2015, nello specchio acqueo antistante la spiaggia di Pizzo, veniva rinvenuto, dai Finanzieri della Stazione Navale di Vibo Valentia e da personale della locale Capitaneria di Porto, il cadavere di CIANCIO Giglio Palmo. Il decesso appariva come annegamento. Gli accertamenti finalizzati alla ricostruzione delle ultime ore di vita del defunto hanno condotto al sospetto che il fatto, riconducibile ad un evento accidentale, fosse in realtà dovuto a morte violenta, scaturita da una rapina compiuta secondo una tecnica predatoria di tipo seriale

In particolare è emerso che CIANCIO, adescato dalla REZMUVES con modalità collaudate in precedenti circostanze, si era recato a Pizzo a bordo di una Motoape dove, in località di mare, veniva aggredito da più uomini (tra i quali VARGA Dorel), picchiato e rapinato del denaro contante (circa duemila euro) e del proprio telefono cellulare. I suoi aggressori, al fine di simulare un evento accidentale, lo avevano trascinato in acqua per poi farlo annegare.

Analoghe modalità si rilevano anche per la rapina in danno di VACATELLO Lorenzo del il 18 agosto 2015 che, adescato già qualche giorno prima, veniva chiamato dalla REZMUVES per un incontro presso la Stazione FS di Vibo Marina e lì aggredito e picchiato sino a rimanervi tramortito. Depredato di vistosi monili in oro e denaro per un valore di circa € 1.500, il malcapitato veniva abbandonato all’interno di un canneto adiacente alla linea ferrata. VACATELLO riprendeva conoscenza il giorno successivo.

Sono in corso verifiche su analoghi episodi, verificatisi nella Calabria settentrionale ma anche in Sicilia, anche al fine di comprendere se possa trattarsi di una vera e propria organizzazione, anche transnazionale, dedita ai reati predatori in danno di fasce deboli.
I particolari saranno resi noti durante la conferenza stampa in programma oggi, 19 febbraio, alle ore 10 presso la Procura di Vibo Valentia, tenuta dal Procuratore Capo, Dott. Mario Spagnuolo.