Cronaca Italia

Vicenza, circoncisione da un santone africano: grave un bimbo di un anno

Vicenza, circoncisione da un santone africano: grave un bimbo di un anno

Vicenza, circoncisione da un santone africano: grave un bimbo di un anno

VICENZA – Hanno affidato il loro figlioletto a un presunto medico africano, forse un santone, per farlo circoncidere. Il piccolo di un anno è stato ora ricoverato d’urgenza all’ospedale San Bortolo di Vicenza. In un primo momento i suoi genitori, entrambi richiedenti asilo di nazionalità ghanese, non volevano nemmeno portarcelo. Le condizioni del bimbo sono gravissime: è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per limitare i danni, ma non rischia la vita.

Il piccolo era stato affidato per l’antica pratica musulmana ad un africano con passaporto tedesco che gestirebbe un ambulatorio medico in provincia di Verona. Tornati a casa i genitori, richiedenti asilo e ospitati in una struttura di Vicenza, si erano accorti del grave stato di sofferenza del bambino e in due tappe, prima arrivando al pronto soccorso poi andandosene e quindi ritornando, si erano convinti ad affidarlo ai pediatri del San Bortolo.

Come indicano i quotidiani locali la devastazione del membro del bambino ha costretto i medici vicentini ad una complessa operazione sia per la pulizia dell’organo che stava rischiando una infezione sia per la ricostruzione anatomica. Sulla vicenda sta ora indagando la squadra Mobile.

Secondo quanto riporta Il Giornale di Vicenza:

Sull’accaduto vige il massimo riserbo. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, i due africani sono sbarcati sulle coste italiane la scorsa estate e il bambino è venuto alla luce poche settimane dopo. La famiglia è ospitata in un alloggio gestito dalla cooperativa Cosmo e per far circoncidere il figlio si sarebbe rivolta a un presunto medico africano, in possesso di un passaporto tedesco, che opera in provincia di Verona su consiglio di una coppia di connazionali. Al momento, non è ancora chiaro in quale giorno della scorsa settimana sia stato effettuato l’intervento né dove si trovi esattamente l’ambulatorio dello straniero che ha effettuato l’intervento. I genitori non parlano una parola di italiano. Per questo motivo, in ospedale hanno chiesto aiuto a un interprete. A quest’ultimo i genitori del piccolo hanno affermato di essere andati in treno nel capoluogo scaligero e di aver successivamente preso un pullman per raggiungere una località della quale, però, non ricordano più il nome.

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