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Vicenza, espulso imam radicalizzato: ha chiamato la figlia Jihad

VICENZA – Aveva addirittura chiamato una delle sue figlie Jihad. Mohammed Madad, imam di Noventa Vicentina è stato è espulso martedì sera per motivi di sicurezza perché considerato radicalizzato. Il marocchino, di 51 anni, è sospettato di poter “agevolare le organizzazioni terroristiche e le loro attività”.

Con queste motivazioni il 26 luglio la Digos ha infatti dato esecuzione al provvedimento nei suoi confronti del marocchino. Fino a sei mesi fa era a capo di un luogo di culto islamico nella frazione di Gatta di Castelnovo Monti (Reggio Emilia) e viveva a Carpineti con la sua famiglia. La Digos reggiana, guidata dal dirigente Lucio Di Cicco, lo teneva sotto controllo da mesi. La sua predicazione radicale nel vicentino si è contraddistinta per forti toni contro l’Occidente e per argomenti vicini a quelli dell’islam estremista salafita.

Il sospetto è che potesse anche agevolare il terrorismo internazionale. Madad è stato prelevato martedi sera da casa, ed è stato imbarcato alle 22.40 su un volo in partenza da Fiumicino e diretto in Marocco. Proprio in ragione della sua sospetta pericolosità gli è stato inflitto il divieto di rientrare in Italia per i prossimi 15 anni.

L’accusa per l’imam di matrice salafita è di essere un sostenitore dell’Islam radicale. L’uomo era da qualche mese alla guida del Centro di preghiera e cultura islamica a Noventa Vicentina, dove era arrivato alla fine dell’anno scorso da Carpineti, sull’Appennino Reggiano. Una volta trasferito, gli accertamenti della polizia – cui era stato segnalato dai colleghi reggiani – hanno constatato la progressiva radicalizzazione dell’imam, i cui sermoni sono diventati sempre più anti-occidentali e violenti, miranti anche all’indottrinamento dei minori della comunità.

Madad – che prima di diventare esclusivamente iman aveva fatto l’operaio in una azienda alimentare e poi aveva tentato senza successo di aprire una macelleria islamica – tra le altre cose, in cambio di denaro, faceva anche dei presupposti “rituali magici”.