Blitz quotidiano
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Vicenza, incendio in carcere: cinque agenti intossicati

VICENZA – Cinque agenti di custodia finiti all’ospedale per intossicazione da fumo ed escoriazioni varie e interminabili minuti di panico, ieri sera, 13 luglio, nel carcere San Pio X di Vicenza, a causa di un incendio.

E’ stato un detenuto, italiano, in apparenza senza alcuna ragione, ad appiccare fuoco alla propria cella. Si è così propagato un denso fumo tossico in tutta la sezione, mandando nel panico gli altri detenuti del reparto. Provvidenziale e rapido l’intervento della polizia penitenziaria di Vicenza che, con idranti ed estintori, ha spento le fiamme e messo in sicurezza l’intera sezione provvedendo ad evacuarla e mettendo in salvo anche l’autore del gesto. Intervenuti anche i vigili del fuoco di Vicenza che hanno provveduto ai dovuti accertamenti.

“Per quanto riguarda gli agenti feriti – ha spiegato il segretario generale Triveneto del sindacato Uil Pa Polizia Penitenziaria, Leonardo Angiulli -, al momento si trovano presso l’ospedale di Vicenza, solo tra un po’ avremo notizie in merito a diagnosi e prognosi. A tutti loro il plauso e la nostra gratitudine per aver impedito, con il loro coraggio, conseguenze molto più gravi. L’episodio di ieri sera purtroppo non è stato un caso isolato. Nei giorni scorsi infatti, per tre sere consecutive, si sono registrati episodi di violenza nel carcere vicentino, dove addirittura 20 camere detentive ne risultano distrutte ben 13, senza contare anche gli ingenti danni economici che subiamo”.

“Le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria presso la Casa circondariale di Vicenza – ha aggiunto il sindacalista – sono ormai divenute insostenibili. molto difficili: turni di lavoro di otto ore anziché delle sei previste, ferie arretrate da smaltire, riposi settimanali in molti casi revocati che si aggiungono ai restanti problemi, come le disastrate condizioni della caserma, problemi con la mensa, solo per citarne alcuni. Il personale previsto sarebbe di 197 unità, allo stato, Vicenza conta un contingente di 169 uomini, che tra distaccati in altre sedi ed altro si riduce ancora a 153 uomini in servizio”.

“Ad aggravare tale situazione – sottolinea Angiulli -, sarà l’imminente apertura di un nuovo padiglione che ospiterà circa 200 nuovi detenuti. Allo stato non è previsto nessun aumento di organico come confermato dal dirigente dell’istituto, se non un misero, e solo previsto per ora, incremento di dieci unità, tra l’altro solo in missione e quindi per un breve periodo. Auspichiamo quindi che l’amministrazione centrale intervenga con adeguati e urgenti provvedimenti, individuando le soluzioni e assumendo le dovute iniziative per garantire sicurezza e incolumità agli uomini in servizio e all’intero istituto”.