Blitz quotidiano
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VIDEO Massimo Bossetti: “Dna su Yara? Non è mio, oppure…”

BERGAMO – Nell’interrogatorio risalente al 6 agosto 2014, mandato in onda dalla trasmissione di Rete 4, Quarto Grado, Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello accusato dell’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, provava a spiegare la presenza del suo Dna sugli slip di Yara. Bossetti è incalzato dagli inquirenti ma continua a professarsi innocente. Poi le domande si spostano sulle presunte fantasie sessuali del carpentiere.

“Non è vero, non è vero, mi state solo denigrando, sono tutte bugie su di me”. E’ sbottato, per la prima volta intanto in aula, Massimo Bossetti, venerdì mattina a processo. Si è alzato in piedi e ha proferito la frase quando un testimone ha riferito al giudice che una volta Massimo gli aveva detto che si sarebbe voluto suicidare perché aveva problemi con la moglie Marita. Bossetti, in carcere dal 16 giugno 2014, ha perso la pazienza per la prima volta venerdì mattina, mentre interveniva Panzeri, suo collega artigiano con azienda a Monte Marenzo (Lecco). A chiamarlo a testimoniare l’accusa, in merito all’atteggiamento che Bossetti aveva durante il suo lavoro.

Ennio Panzeri ha riferito che un giorno “Massimo aveva annunciato di volersi suicidare, perché aveva problemi con la moglie Marita”. E’ stato a quel punto che l’imputato si è alzato in piedi e ha sbottato, rivolgendosi alla Corte e a Panzeri stesso. La Procura ha chiamato a testimoniare anche altre persone, tutti colleghi di lavoro che hanno riferito di atteggiamenti strani dell’imputato sul luogo di lavoro.