Cronaca Italia

Vincenzo Paduano, chiesto ergastolo: bruciò viva Sara Di Pietrantonio e non si è pentito

Vincenzo Paduano, chiesto ergastolo: bruciò viva Sara Di Pietrantonio e non si è pentito

Vincenzo Paduano, chiesto ergastolo: bruciò viva Sara Di Pietrantonio e non si è pentito

ROMA – L’accusa è quella di aver dato alle fiamme la sua ex fidanzata in auto quando era ancora viva. Per questo i giudici chiedono una pena esemplare: “In questi mesi da parte di Vincenzo Paduano non è arrivato alcun cenno di pentimento e volontà di chiedere perdono”. Ha concluso così, in sostanza, la sua lunga requisitoria, durata circa quattro ore, il pm Maria Gabriella Fazzi, che ha chiesto la condanna all’ergastolo per l’uomo che il 29 maggio dello scorso anno strangolò e diede alle fiamme la sua ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio in una strada periferica di Roma.

La Procura, davanti al gup Gaspare Sturzo dove si sta svolgendo il processo con rito abbreviato, ha ricostruito le varie fasi della drammatica vicenda proiettando in aula anche i video che riprendono Paduano uscire dal lavoro, la notte dell’ omicidio, e quelli di alcune telecamere di sicurezza. Ricostruiti gli spostamenti dell’imputato, dal 19 maggio fino al giorno del delitto, grazie ai tracciati gps acquisiti dagli inquirenti.

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L’omicidio avvenne in piena notte nella zona di Ponte Galeria, zona a sud-ovest della Capitale. La guardia giurata individuò l’auto a bordo della quale viaggiava la sua ex e si avvicinò. La giovane, capendo le intenzioni di Paduano, tentò la fuga a piedi per via della Magliana ma venne raggiunta e strangolata. Dopo averla uccisa Paduano diede alla fiamme il corpo e l’auto della ex. Nei confronti della guardia giurata, che oggi non era presente in aula, viene contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla minorata difesa e dai futili motivi.

La Procura contesta anche i reati di stalking, distruzione di cadavere, danneggiamento e incendio dell’automobile a bordo della quale viaggiava la Di Pietrantonio Reati compiuti in una tragica notte di fine primavera dello scorso anno, quando Paduano decise di mettere in pratica le continue minacce di morte nei confronti di Sara. Non sopportava l’idea che la giovane, studentessa universitaria, potesse frequentare qualcun altro. E così, in preda alla rabbia – come ammise ai poliziotti al termine di una lunga notte di interrogatorio – fuggì via dopo avere ucciso Sara. Fuga ripresa da alcune telecamere presenti su quel tratto di strada. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, quella notte la ragazza decise di vedere il suo ex fidanzato per l’ultima volta, per mettere la parola fine ad una storia più che tormentata, culminata nelle continue minacce, fisiche e verbali, del 27enne vigilante. In base all’impianto accusatorio, inoltre, Paduano un paio d’ore prima di uscire di casa scrisse su Facebook la frase “Quando il marcio è radicato nel profondo ci vuole una rivoluzione, tabula rasa, diluvio universale”. In una conversazione, poi, è la stessa Sara a chiedere al suo ex: “Perche’ vuoi uccidermi?”

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