Blitz quotidiano
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Vincenzo Paduano: gelosia per Sara, telecamere, due auto…

ROMA – Vincenzo Paduano, 27 anni, è stato fermato per l’omicidio della sua ex, Sara Di Pietrantonio. Scrive l’Ansa che è stato lui stesso a confessare l’orribile delitto, ma quel che racconta Lorenzo De Cicco sul Messaggero è una storia andata avanti per due anni tra alti e bassi. Ora lei è stata trovata carbonizzata in un’auto alla Magliana, periferia di Roma.

Scrive De Cicco:

«Era molto geloso», raccontano gli amici della ragazza. «Quando si lasciavano, era molto pressante. Si presentava anche all’uscita dalle lezioni, a sorpresa». Inevitabile, come avviene sempre in questi casi, che sia stato uno dei primi ad essere ascoltato dalla polizia. Si erano lasciati una settimana fa. Per l’ennesima volta. Fino ad allora, si erano sempre riconciliati, soprattutto per le pressioni di lui. Stavolta però era cambiato qualcosa, rispetto al passato. Perché Sara aveva iniziato a frequentarsi con un altro ragazzo. Forse è proprio per lui, per l’altro, che si era spezzata la storia d’amore con Vincenzo. Senza possibilità di lieto fine.

Ma quel rapporto che lei raccontava sul suo profilo Facebook pubblicando una sfilza di foto romantiche, come quella con un cespuglio di rose rosse a fare da sfondo ai due innamorati sorridenti, oppure lo scatto con lei che appoggia delicatamente la testa sulla spalla di lui (e lui che ammicca, guardando in macchina), quel rapporto in due anni, aveva avuto diverse ombre. Un ottovolante di litigi e riavvicinamenti. Con le pressioni di «Vince» che alla fine riuscivano a convincere Sara. Lui «molto geloso», ripetono gli amici di lei, «ma non violento. Non l’aveva mai toccata con un dito». Anche perché la madre «se ne sarebbe accorta», dicono in famiglia. «Si dicevano tutto, la seguiva sempre».

Marco De Risi e Paola Vuolo, sempre sul Messaggero, spiegano invece gli indizi che avrebbero portato al ragazzo (le immagini delle telecamere e la doppia auto su tutti):

Le telecamere hanno filmato l’assassino di Sara Di Pietrantonio. Lo hanno ripreso mentre scende dalla Toyota della ragazza e sale in un’altra auto ferma accanto. La macchina riparte e la Toyota viene avvolta dalle fiamme, la telecamera registra anche il rumore dell’esplosione. Poi il buio. Le riprese non mostrano altro, probabilmente Sara non è in macchina e questo farebbe pensare agli investigatori che la ragazza sia stata uccisa poco prima, nel parcheggio dove è stata trovata con il volto bruciato dal fuoco.

I due giornalisti provano anche a ricostruire due possibili dinamiche dell’evento:

Sabato notte verso le 3.15, la ragazza invia un sms alla madre «sto tornando». E’ un’abitudine che ha Sara per rassicurare la donna e non farla stare in pensiero quando rientra più tardi del solito. La donna rivedrà sua figlia morta circa due ore dopo, alle 4.50, con il volto mangiato dal fuoco. Cosa è successo in quelle due ore? Secondo una prima ricostruzione della polizia, Sara l’ultima notte esce da un locale dove è stata con gli amici, in macchina con lei c’è l’amica del cuore. La studentessa la accompagna a casa, al Trullo, e invia il messaggio a sua madre. Sara ha un ex fidanzato che non si è rassegnato alla fine della loro storia. Probabilmente il giovane sabato notte la segue, e quando lei rimane in macchina da sola la costringe a fermarsi in via della Magliana, all’angolo con via Portuense, davanti al ristorante La tedesca, chiuso a quell’ora della mattina. Gli inquirenti non escludono che il giovane abbia già un piano per ucciderla.

E’ probabile che l’ex costringe Sara a scendere dalla macchina, lei ha paura e scappa, ma lui la raggiunge, forse vuole anche violentarla – la ragazza è stata trovata con la camicetta sbottonata – Sara lotta, cerca di liberarsi, il giovane le stringe le mani alla gola e la soffoca. Sembra che sul collo ci siano i segni di uno strangolamento, ma è ancora da accertare. L’assassino a questo punto decide di cancellare ogni traccia, in macchina ha della benzina che versa sulla Toyota e le dà fuoco. Le telecamere però non hanno ripreso questo passaggio. L’auto diventa un rogo, il giovane risale sulla sua macchina e scappa, prima però ritorna indietro e butta benzina anche sulla faccia di Sara per bruciarla e e ritardarne, con il suo maldestro tentativo, il riconoscimento. Ma c’è un’altra possibile dinamica. Sara ferma la Toyota, il giovane sale in macchina, c’è la discussione e il tentativo di violenza. La ragazza cerca di fuggire, lui la blocca e le stringe la gola ma non la uccide, prende la benzina, la getta sull’auto, Sara è ancora dentro, ma le fiamme le attaccano il viso, riesce a scappare, per lei non c’è salvezza.

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