Cronaca Italia

Vincenzo Paduano: “Non voglio sconti di pena”. Ha bruciato la ex Sara Di Pietrantonio

Vincenzo Paduano: "Non voglio sconti di pena". Ha bruciato la ex Sara Di Pietrantonio

Vincenzo Paduano: “Non voglio sconti di pena”. Ha bruciato la ex Sara Di Pietrantonio

ROMA – “Non voglio sconti di pena, chiedo scusa per quello che ho fatto. Mi assumo le mie responsabilità”. Così Vincenzo Paduano, il ragazzo romano sotto processo, con il rito abbreviato, per aver ucciso e dato alle fiamme, il 29 maggio dello scorso anno, l’ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio. Paduano si è espresso durante l’udienza di mercoledì 26 aprile. “E’ una assunzione di responsabilità – ha dichiarato uno dei difensori dell’imputato – che dovrà esser valutata dal gup Gaspare Sturzo”. Paduano deve rispondere di omicidio volontario premeditato, distruzione di cadavere, stalking e incendio. Il pm Maria Gabiella Fazi ha chiesto la condanna dell’uomo all’ergastolo. La sentenza è prevista il 5 maggio prossimo.

“La ferocia che ha caratterizzato la condotta di Vincenzo Paduano prima, contestualmente e dopo il fatto è tale da imporre un rigore assoluto, in cui non può esservi spazio per atteggiamenti indulgenti. Lo si deve alla memoria di Sara, alla sua famiglia e alla Giustizia”. E’ quanto dichiarava l’avvocato Nicodemo Gentile, legale del padre di Sara di Pietrantonio a febbraio. Il corpo semicarbonizzato della giovane, con la sua auto bruciata poco distante, venne trovato la mattina del 29 maggio 2016 in una strada del quartiere periferico della Magliana, a Roma. Per il delitto è accusato l’ex fidanzato, Vincenzo Paduano, vigilante privato di 27 anni, che ha confessato di aver ucciso la ragazza per gelosia.

“Le imputazioni sono molteplici – si legge in una nota dell’avvocato Gentile -, si va dall’omicidio pluriaggravato dalla premeditazione, dai motivi abbietti e futili e dalla minorata difesa, agli atti persecutori, alla distruzione di cadavere, passando per il danneggiamento seguito da incendio. Non è da escludere che l’imputato scelga di definire la sua posizione dinanzi al gup chiedendo il rito abbreviato, opzione questa che tuttavia, a fronte della gravità ed eterogeneità delle contestazioni, non impedisce la possibilità che gli venga applicata una pena severa”.

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