Blitz quotidiano
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Vincenzo Paduano, Sara Di Pietrantonio e tanica benzina…

ROMA – Una tanica di benzina, non una bottiglia di alcol. Era questo che Vincenzo Paduano aveva in macchina quando ha ucciso Sara Di Pietrantonio. Stando a quanto scrive Adelaide Pierucci sul Messaggero, questo elemento aggraverebbe la posizione dell’uomo che ha bruciato vivo la propria ex fidanzata alla Magliana, alla periferia di Roma. Paduano, quando aveva confessato il delitto, aveva detto di aver utilizzato una bottiglia contenente alcol che aveva con sé in macchina.

Scrive Pierucci:

Una sostanza in grado con una sola fiammata di ridurre in carcassa l’auto di Sara, ma che avrebbe potuto anche divorarne il corpo. Per cancellare così le prove dell’omicidio. Secondo la procura di Roma Vincenzo Paduano, per portare a termine il piano di uccidere l’ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, strangolata e data alle fiamme domenica alla Magliana, si sarebbe procurato del carburante e un grosso recipiente che potrebbe aver acquistato la sera stessa, dopo essere uscito da casa di lei. E non si sarebbe servito, come ha sostenuto, di una bottiglietta di alcol comprata dai cinesi giorni prima.

Le prime conferme sono arrivate dal filmato di una delle telecamere di sorveglianza puntate sul luogo del delitto: la guardia giurata, dopo aver speronato la Aygo di Sara prende dalla propria auto, una Hyundai, una tanica con manico e non una bottiglia. Non solo dalle immagini è evidente che la fiammata si è sviluppata subito, come accade con con la benzina. Un’operazione ma questa atrocità è rimasta fuori dal raggio di azione delle telecamere poi ripetuta con Sara, rincorsa e strangolata alle spalle mentre cercava di scappare e chiedere aiuto. Anche la ragazza, tramortita, per la procura sarebbe stata cosparsa di benzina. I riscontri sull’uso di una sostanza infiammabile da parte del giovane sono stati delegati alla polizia scientifica dal pm Maria Gabriella Fazi. Altri potrebbero arrivare dai sistemi di sorveglianza di alcuni distributori di carburante della zona. Dettagli nell’inchiesta che potrebbero provare non solo la portata della volontà omicida, ma anche smascherare l’ennesima bugia del killer.

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