Blitz quotidiano
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Vincenzo Riboni denunciò: “Gare a chi usa ago più grosso”. Sospeso

VICENZA – A gennaio scorso denunciò l’esistenza di una macabra gara tra medici e infermieri a “chi infilava l’ago più grande“. Oggi Vincenzo Riboni, primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Bartolo di Vicenza, è stato sospeso. A pagare è stato soltanto lui: lasciato a casa senza stipendio per dieci giorni, fino al 2 ottobre e poi invitato a smaltire tutte le ferie arretrate per avviarsi alla pensione. Nessun provvedimento invece per gli altri sanitari coinvolti nella vicenda: al massimo un trasferimento ad altro reparto.

Nella denuncia presentata a inizio anno, il medico parlava di “intollerabile, inaccettabile e riprovevole strumentalizzazione dei pazienti nell’esercizio della professione”. Il riferimento era ad una chat su Whatsapp in cui gli infermieri, durante il servizio si scambiavano ciniche battute: “Come va la sfida grigi contro arancioni?, chiedeva uno. Il riferimento è al colore e al diametro delle cannule utilizzate per le flebo, grigie quelle più piccole, arancioni quelle più spesse e quindi più dolorose per i pazienti. Un altro risponde: “Due arancio, uno grigio”. Un medico rispondeva: “Infilato un arancio or ora”. Fino all’inverosimile: “Si fa anche un tabellone con il punteggio”.

Dopo la denuncia del primario, era intervenuto il sindacato autonomo degli infermieri, il Nursind, e il medico da accusatore è finito accusato. Del resto anche la chat usata per la gara di aghi era intitolata “Gli amici di Maria”, facendo riferimento con derisione al secondo nome di Riboni.

Dall’ospedale la vicenda è stata liquidata come uno “sviamento dall’attività istituzionale e uso improprio del telefono cellulare personale”. Mentre il medico, veterano di missioni umanitarie in Kosovo, Guatemala e Sud Sudan, è stato zittito e messo in panchina.