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Violenza Rimini, l’ultima scusa: “Filmavo senza vedere”

RIMINI – “Filmavo senza vedere“. Così si è giustificata dinanzi ai carabinieri una delle amiche della 17enne stuprata in discoteca a Rimini. Ha sollevato un braccio al di sopra della porta del bagno e ha ripreso la violenza nel momento in cui veniva consumata. Ma non le è balenato in testa di aprire la porta e fermarlo. Semplicemente, “non ho guardato”. Come se fosse una scusante. “Ero anch’io ubriaca e non sapevo cosa stesse succedendo”.

Mentre la ragazzina veniva trascinata semi incosciente in bagno, da un ventenne albanese che non si è fatto scrupoli ad abusare del suo corpo senza chiedere permesso, il primo pensiero delle sue amiche è stato quello di impugnare lo smartphone e di immortalare tutto. Nel video si sentono addirittura le risatine in sottofondo. Per loro era tutto un gioco. Per lei era un incubo, che il giorno dopo sarebbe stata costretta a rivivere ancora e ancora, in quelle immagini rimbalzate da un amico all’altro via Whatsapp.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera il filmato si sarebbe fermato a una cinquantina di persone, tutti giovani e amici di Francesca. La denuncia, forse, è riuscita a stroncare sul nascere la virale diffusione.  “Stiamo cercando di capire se queste riprese sono a disposizione di altri e se la loro diffusione configuri un reato”, dicono cauti i pm.”La particolarità del caso – sottolineano – è proprio questa, il video, perché di violenze ahimè ne succedono”.

Le riprese però non sono nitide: “Bisogna capire bene che tipo di rapporto ci sia stato e le modalità con cui è avvenuto”. E che ruolo hanno avuto le amiche: oltre all’autrice del filmato c’erano altre tre ragazze. Loro però giurano di non aver visto né capito cosa stesse succedendo. Il Corriere prova a ricostruire la loro versione dei fatti:

Secondo il loro racconto sarebbe andata così: a un certo punto, non vedendo più Francesca, l’avrebbero cercata al bagno. Dove hanno sentito dei rumori e hanno capito che lì dentro c’era lei con qualcuno. Ubriache anche loro, hanno iniziato a ridere e a riprendere. Poi, a mente fredda, l’irresistibile brivido di far circolare le immagini choc. Nonostante l’amicizia.