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Virginia Raggi, M5S, per errore nelle carte Mafia Capitale

Virginia Raggi, M5S, finisce per un errore nelle carte dell'inchiesta Mafia Capitale. Ma è un refuso

ROMA – Virginia Raggi, M5S, finisce per un refuso nelle carte Mafia Capitale. Il sito Dagospia ha pubblicato un articolo secondo il quale la consigliera comunale di M5S potrebbe avere qualche guaio con l’inchiesta Mafia Capitale:

“Qualcuno si sta cominciando a ricordare che il suo nome è citato nella relazione su Mafia Capitale, a pagina 669, proprio nel capitolo dedicato al «capitale politico» di Buzzi e Carminati. La relazione, tenuta segreta fino a novembre e scritta e controfirmata, pagina per pagina, dal prefetto Marilisa Magno e da due altri commissari, cita infatti ben 25 «amministratori capitolini che, in varia misura e forma, hanno messo a disposizione del sodalizio i propri servizi in cambio di utilità accertate» o che hanno «intrattenuto relazioni caratterizzate da non piena linearità di condotta».

Ma nelle carte dell’inchiesta il nome di Raggi è finito per un errore, un refuso, come chiarisce una lettera del prefetto Gabrielli e che la M5S Roberta Lombardi pubblica. Ecco cosa scrive il prefetto:

Si precisa che quanto scritto nell’articolo è frutto di un errore commesso dalla stessa Commissione Prefettizia durante la redazione della relazione. A dimostrazione di ciò, alleghiamo una dichiarazione dello stesso Prefetto Gabrielli che, proprio in merito all’inserimento del nominativo dell’ex consigliere M5S al Comune di Roma Virginia Raggi nella relazione su “Mafia Capitale”, testualmente, afferma: “Come ho avuto modo di accertare, anche tramite alcuni funzionari incaricati di svolgere l’attività di accesso, l’inserimento del nominativo della Consigliere Virginia Raggi è effettivamente errato”. Trattasi dunque, precisa ancora Gabrielli, di “un refuso”, tra l’altro facile da accertare visto che la stessa Raggi, come sottolinea nuovamente Gabrielli nella sua dichiarazione, “non risulta sia stata eletta, o abbia assunto cariche, a seguito delle precedenti consultazioni elettorali del 2008”.

E non è l’unico errore. Dagospia sottolinea come tra i nomi dell’inchiesta ci sia anche quello di Imma Battaglia, paladina dei diritti della comunità LGBT, che però non ha nulla a che fare con Mafia Capitale. Il suo nome è stato inserito per errore al posto di Erica Battaglia.


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