Cronaca Italia

Visconti e Stefanini: ufficiali uccisi dopo la resa

Visconti e Stefanini: ufficiali uccisi dopo la resa

Visconti e Stefanini: ufficiali uccisi dopo la resa

Visconti e Stefanini: ufficiali uccisi dopo la resa.

Il 29 aprile 1945 a Gallarate (VA) il maggiore dell’Aeronautica Adriano Visconti (decorato con quattro medaglie d’argento al valor militare, due di bronzo al valor militare, due croci di ferro, accreditato di non meno 26 abbattimenti) firmava l’atto di resa del primo gruppo caccia “Asso di Bastoni”, reparto da lui comandato. L’accordo prevedeva l’onore delle armi e il passaggio di tutto il rimanente materiale ad un ufficiale superiore della Regia Aeronautica; un salvacondotto per tutti i sottufficiali e truppa; il diritto per gli ufficiali di conservare la pistola e il loro trasferimento a Milano con l’impegno di essere consegnati alle Autorità militari italiane o Alleate quali prigionieri di guerra.

Il documento venne sottoscritto da Visconti, in tre copie, e controfirmato dall’ingegnere Vismara del CLN, dal tenente colonnello pilota Giannotti della Regia Aeronautica, dal capitano Serego per il Comitato militare del CLNAI e dai capi partigiani Luciano, Aldo e Iso (Aldo Aniasi, futuro sindaco di Milano). Stranamente, dell’originale del documento non sembra esservi traccia, ma è voce corrente che una copia sia custodita nell’archivio del PCI di Varese.

Sessanta ufficiali e due ausiliarie vennero quindi condotti nella caserma del “Savoia Cavalleria” a Milano, già sede dell’Intendenza della G.N.R. allora occupata dalla brigate garibaldine Redi e Rocco e qui sistemati in un stanzone quando un partigiano ordinò a Visconti di seguirlo. Il Sottotenente Valerio Stefanini, aiutante di Visconti lo seguì. Nel primo pomeriggio, mentre gli ufficiali venivano condotti in un altro stanzone, si udirono due raffiche di mitra seguite da alcuni colpi.
Risulterà presto che il maggiore Visconti ed il sottotenente Stefanini erano stati raggiunti alle spalle dalle raffiche; una prima raffica raggiungeva alla schiena Visconti che cadeva a terra, in ginocchio. Stefanini, al suo fianco, si gettava istintivamente alle spalle del suo comandante, ed era in quell’attimo che partiva la seconda raffica che lo raggiungeva alla schiena, fulminato. Il sottotenente Stefanini che aveva tentato di far scudo con il proprio corpo al suo ufficiale resterà ucciso sul colpo, il maggiore Visconti invece, verrà finito a colpi di pistola.
Da più parti è stato affermato che il colpo di grazia a Visconti, alla nuca, sia stato sparato dal partigiano Iso.
Nessuna conseguenza giudiziaria per partigiani colpevoli di tali assassinii.

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