Cronaca Italia

Eolico. Vito Nicastri condannato in appello per evasione fiscale, era accusato di truffa

Vito Nicastri condannato per truffa. Confiscati 10 milioni al "re dell'eolico"

Vito Nicastri

MILANO – L’imprenditore trapanese Vito Nicastri, definito il “re” dell’eolico e ritenuto dagli inquirenti siciliani in rapporti con il superlatitante di mafia Matteo Messina Denaro, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano a 2 anni e 6 mesi di reclusione per omessa dichiarazione dei redditi. In primo grado, Nicastri era stato condannato dal Tribunale di Milano a 4 anni di carcere per omessa dichiarazione fiscale e truffa ai danni dello Stato.

Nicastri, nel settembre 2010 destinatario in un’indagine dei pm di Trapani di una misura di prevenzione da 300 milioni di euro come imprenditore, secondo gli inquirenti, in rapporti con Messina Denaro, era a processo a Milano per una presunta truffa allo Stato per 19 milioni di euro. Truffa che, secondo le indagini del pm Luigi Luzi, sarebbe stata realizzata nel 2008 attraverso “un’operazione di compravendita di quote societarie” di Windco da parte della società lussemburghese Lunix e la creazione di un ‘fondo nero‘.

Secondo le accuse, Nicastri (per lui il pm aveva chiesto 5 anni e 8 mesi), titolare e amministratore della Lunix, “al fine di evadere le imposte non presentava le dichiarazioni annuali dei redditi” relative alla sua società che “risultava solo formalmente residente in Lussemburgo ma con sede dell’amministrazione stabilmente in Italia”, a Milano.

La Corte d’Appello ha assolto dall’accusa di truffa Gaetano Buglisi, Roberto Saja e Pier Francesco Rimbotti che erano stati condannati in primo grado.

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