Cronaca Italia

Vittorio Sgarbi: “Unioni civili? Se vogliono…”

Vittorio Sgarbi (foto Ansa)

Vittorio Sgarbi (foto Ansa)

ROMA – Vittorio Sgarbi alla Zanzara commenta la notizia dell’approvazione della legge sulle unioni civili alla Camera. Secondo Sgarbi la norma che permette agli omosessuali italiani di riconoscere la loro unione è inopportuna. Il suo pensiero è sintetizzabile in una frase, che lui pronuncia ai microfoni della Zanzara: “Se vogliono incularsi che si inculino, ma senza unioni civili”.

La legge sulle unioni civili ha superato l’ultimo scoglio, quello del voto di fiducia: la Camera ha confermato il disegno di legge e il voto finale ha avuto esito positivo con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti. Ma non sarà un vero e proprio matrimonio, almeno dal punto di vista legale-burocratico. E dunque anche tutta la polemica degli ultimi giorni (le parole del candidato sindaco di Roma Alfio Marchini che dice che non celebrerà nozze g*y) diventa pretestuosa, visto che non si tratta di matrimoni veri e propri.

Valentina Maglione Selene Pascasi sul Sole 24 Ore ricordano le novità principali:

La strada dell’unione civile resta sbarrata se uno dei due partner è già sposato o ha contratto un’unione civile, se è interdetto per infermità di mente o se è stato condannato per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altro partner. Inoltre, i due conviventi non devono essere parenti. L’unione civile è certificata dal documento che attesta la sua costituzione, che deve contenere i dati anagrafici dei partner, l’indicazione del regime patrimoniale e della residenza, oltre ai dati anagrafici e alla residenza dei testimoni.

Questa è la parte relativa a obbligo di assistenza ma non di fedeltà:

I partner legati dall’unione civile acquisiscono gli stessi diritti e doveri. In particolare, hanno l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione e sono tenuti, in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. I partner possono decidere di assumere un cognome comune, scegliendolo fra i loro. Devono poi concordare l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza comune. A differenza di chi si sposa, i partner dell’unione civile non hanno l’obbligo di fedeltà.

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