Cronaca Italia

Vittorio Sgarbi: “Vado a Parigi a riprendere la Gioconda”

Vittorio Sgarbi: "Vado a Parigi a riprendere la Gioconda"

Vittorio Sgarbi: “Vado a Parigi a riprendere la Gioconda”

ROMA – Vittorio Sgarbi va a Parigi. “A riprendere la Monna Lisa”, dice lui. Il critico d’arte ha postato un breve video mentre, alla guida della sua macchina, dice di essere diretto a Parigi. “Sto andando direttamente a Parigi per riportare a casa Monna Lisa, perché se non vado da sola non ritorna”. Sgarbi ha dato il via alla sua missione, annunciata qualche giorno fa dal suo profilo Facebook: “Ho preso accordi con i francesi affinché ritorni a casa ciò che è nostro”, diceva in un video del 1 luglio.

“Con l’orgoglio di questa missione mi accingo ad entrare in Francia, patria di grandi artisti: Renoir, Henri de Toulouse-Lautrec”. Divertente boutade e nulla più visto che la Monna Lisa è saldamente in mano ai francesi e non perché l’abbiano rubata: fu lo stesso Leonardo Da Vinci a portarla in Francia quando andò a lavorare per il re Francesco I e fu lo stesso re ad acquistare il dipinto per 4000 ducati d’oro. Una eventuale, molto eventuale, “restituzione” riguarderebbe poi, eventualmente, i rispettivi capi di governo, non è certo alla portata di un privato cittadino.

San raffaele

 Giornate “calde” per Vittorio Sgarbi che dovrà pagare undicimila euro ai carabinieri insultati tempi fa. Con questo versamento il critico d’arte si è visto cancellare da parte del Tribunale di Milano l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale che gli veniva contestata in relazione a un acceso diverbio avuto con le forze dell’ordine davanti a uno degli ingressi dell’Expo, il 22 maggio dello scorso anno. Per un altro reato, però, quello di resistenza a pubblico ufficiale, resta imputato e ha scelto il rito abbreviato. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Sgarbi e il suo autista sarebbero arrivati in macchina contromano e senza l’accredito davanti all’ingresso ‘cargo 6′ dell’area espositiva. Da lì il diverbio con tanto di insulti con cui l’ex deputato avrebbe offeso “l’onore e il prestigio” di quattro carabinieri. E dopo contatti e accordi tra i legali dei militari e la difesa del critico d’arte, Sgarbi ha deciso di versare un risarcimento totale di 11mila euro, di cui mille anche a favore dell’Arma. Così giovedì 30 giugno le parti civili hanno ritirato la loro costituzione nel processo per il reato di oltraggio che è stato dichiarato estinto.

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