Blitz quotidiano
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Voltri: ragazze rom irretiscono anziani per avere soldi e gioielli

GENOVA – Si avvicinano agli anziani all’uscita del supermercato. Un sorriso, due moine, e il primo approccio di solito funziona. E’ così che alcune ventenni rom stanno gettando nel panico mogli, figli e parenti di anziani che nel corso dei mesi, irretiti dalle vispe ragazze, hanno speso un capitale in regali, collanine, contanti. Succede a Voltri, provincia di Genova.

E il guaio è che le denunce cadono a vuoto: pressoché impossibile dimostrare che gli anziani siano sotto minaccia perché così non è. Le giovani sono abili nel farsi consegnare tutto ciò che chiedono, in cambio di baci, carezze, foto, prestazioni sessuali consumate all’aperto. Ecco cosa racconta la parente di un anziano al Secolo XIX:

«Non sapevo cosa fare, mio padre non ragionava più, seguiva quelle ragazze e faceva tutto quello che volevano – racconta senza nessun timore Giusy Casuscelli -. Non bisogna vergognarsi di denunciare e far sapere quello che certe donne fanno agli anziani, i più indifesi. Mio padre Pasquale ha 86 anni e a lui hanno preso una barcata di soldi, lo costringevano a continui regali e collanine, anche a comprare l’oro in oreficeria o a portare quello di famiglia. Solo per darlo a loro. È stato un incubo per tutti in famiglia. Sono riuscita a tirarlo fuori da quel giro soltanto quando ha iniziato a sentirsi stanco e spossato, non voleva denunciare nulla, lo abbiamo fatto noi per lui». E non solo. Perché come in Fabrizio De Andrè cantava in Bocca di Rosa, a rivolgersi a carabinieri e polizia sono state diverse mogli, o figlie, di uomini raggirati. Nemmeno i gendarmi, però, possono accompagnare quelle ragazze alla stazione. «Quelle ragazzine continuano a girare per Voltri e a bloccare anziani. Gli chiedono sempre le stesse cose, propongono di farsi vedere in un certo modo, di dargli qualche bacio. E il gioco è fatto. Così rovinano intere famiglie. Vanno fermate». Intanto i casi di adescamento, nella delegazione di ponente, sono quasi una decina. Pattuglie di polizia e carabinieri sfilano ogni giorno davanti ai giardini di piazza Lerda ma non basta a fermare le giovani. Riuscire a dimostrare la malizia delle ragazze o che qualcuno sia stato obbligato a consegnare i regalini è pressoché impossibile. E per ora tutto sembra destinato a rimanere così. Con una sfilza di denunce a carico di ignoti ferme nelle caserme e nei commissariati. Finché magari saranno quelle ragazze a decidere di cambiare paese. E la notizia volerà veloce di bocca in bocca.


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