Blitz quotidiano
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Willy Branchi ucciso a Goro 28 anni fa: indagato un pensionato

FERRARA – Spunta un indagato per il delitto di Vilfrido Willy Branchi, il diciottenne di Goro (Ferrara) ucciso 28 anni fa. Lo trovarono , con la testa fracassata sull’argine del Po, all’alba del 30 settembre 1988. Oggi, nel paese delle barricate antiprofughi, l’inchiesta è ripartita, con un avviso di garanzia notificato a un pensionato del luogo, C. S. di 77 anni incensurato. L’uomo è indagato per false informazioni date al pm: avrebbe negato al magistrato circostanze precise raccontate ad altri in precedenza in merito alla tragica morte del giovane, la cui salma è stata riesumata proprio un anno fa per nuovi accertamenti.

La svolta si deve all’impulso di Luca Branchi, fratello della vittima che si è messo in moto con un avvocato e un investigatore privato per cercare di fare luce sul cold case. Quello del pensionato è il secondo nome iscritto tra gli indagati per informazioni taciute. Il primo era stato quello di don Tiziano Bruscagin, parroco della comunità per 32 anni e oggi in servizio in provincia di Padova. Fu lui a celebrare i funerali della vittima e fu sempre lui, in una chiacchierata a fine ottobre 2014 con un cronista, a fare nomi, cognomi e soprannomi di persone ben precise, come riferì all’epoca il Resto del Carlino. Disse esplicitamente di conoscere chi aveva assassinato il ragazzo. Un omicidio probabilmente consumato nell’ambito di un giro omo e forse dopo un gesto di ribellione della vittima, che fu uccisa con una pistola usata per macellare i maiali.

Convocato dalla Procura ferrarese però, il sacerdote sostenne di non sapere nulla del delitto. Le indagini hanno fatto venire a galla l’attività di un giro di che adescavano ragazzini, anche di 15-16 anni, di famiglie umili, in cambio di 5 mila lire o di qualche indumento. Festini ai quali sembra prendesse parte un considerevole numero di persone, di Goro, dei paesi vicini, ma anche provenienti da Ferrara o, in qualche caso, da fuori Regione. Sono state molte le persone sentite in questi mesi, in Procura e nelle caserme dei Carabinieri a Goro e Comacchio, perché ritenute a conoscenza di elementi che potrebbero permettere di arrivare alla verità. Come il 77enne, già ascoltato due volte come persona informata sui fatti, che avrebbe chiesto informazioni ad una persona sentita in precedenza dagli investigatori dicendosi preoccupato per gli eventuali sviluppi. Le indagini continuano, altre persone stanno per essere sentite.


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