Cronaca Italia

Yara Gambirasio, i legali della famiglia: “Dalla difesa di Bossetti solo bugie”

Yara Gambirasio, i legali della famiglia: "Dalla difesa di Bossetti solo bugie"

Yara Gambirasio, i legali della famiglia: “Dalla difesa di Bossetti solo bugie”

BERGAMO – “Io nei processi non mi arrabbio mai – dice uno dei legali della famiglia di Yara Gambirasio, Andrea Pezzotta, durante l’ultima udienza del processo d’Appello -, ma qui mi sono arrabbiato quando si è cercato di ingannare i giudici”.

L’avvocato si riferisce a una barretta inserita dalla difesa di Massimo Bossetti sulla foto satellitare del campo di Chignolo d’Isola, dove venne trovato il corpo, per dimostrare che poco più di un mese prima del ritrovamento il cadavere non era là. “Vi hanno mostrato una barretta facendovi credere che quella fosse di una lunghezza equiparabile a quella di una persona – ha spiegato l’avvocato – mentre era di 3-4 metri”. Pezzotta ha fatto notare che le slide mostrate dai difensori di Bossetti “sono state fatte col sistema del copia e incolla e in questo modo riescono a parlare di 261 criticità sulla prova del Dna”.

I legali di Bossetti.

I legali di Bossetti hanno ribadito che l’imputato è disposto a “metterci il suo sangue” per una perizia che compari il suo Dna con quello della traccia genetica trovata sul corpo di Yara. In particolare, l’avvocato Camporini ha replicato al sostituto pg Martani sostenendo che “gli attacchi li hanno subiti la difesa e i suoi consulenti, ci hanno detto sempre che non capiamo nulla, mentre noi abbiamo segnalato errori del Ris, nessun complotto ma errori”. L’avvocato Salvagni, poi, ha fatto notare di aver subito avvisato il legale di parte civile Pezzotta “quando siamo venuti a conoscenza che un pazzo scriteriato su un blog aveva pubblicato le foto del corpo della vittima”.

La sentenza è attesa per lunedì. 

In primo grado, il primo luglio 2016, Bossetti era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio e assolto dall’accusa di calunnia nei confronti di un collega. La procura generale di Brescia chiede la conferma dell’ergastolo e sei mesi di reclusione per la calunnia. I suoi difensori l’assoluzione e che sia fatta una nuova perizia sul Dna.

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