Cronaca Italia

Yara Gambirasio, quei calzini sporchi di sangue: mistero nel processo Bossetti

Yara Gambirasio, quei calzini sporchi di sangue: mistero nel processo a Bossetti

Yara Gambirasio, quei calzini sporchi di sangue: mistero nel processo a Bossetti

ROMA – Si torna a parlare del caso di Yara Gambirasio. È il settimanale Oggi a rivelare nuovi indiscrezioni in merito a quella che è stata una delle vicende di cronaca più dibattute degli ultimi decenni in Italia. La relazione del Ris di Parma evidenzierebbe come malgrado la 13enne indossasse le scarpe e nonostante non avesse ferite ai piedi, aveva i calzini sporchi del suo stesso sangue.

Nelle motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo nei confronti di Massimo Giuseppe Bossetti, la corte d’Assise di Bergamo parla solo di chiazze bruno-rossastre, ma non di sostanza ematica. Ma il dossier dei Ris parla chiaro: “È stato possibile estrapolare un unico profilo genotipico femminile riconducibile a Yara da ambedue i prelievi effettuati in corrispondenza delle tracce ematiche”.

Sull’analisi delle calzature, gli esperti, affermano: “Si è posta particolare attenzione sulle stringhe di ambedue perché rinvenute slacciate all’atto del ritrovamento del cadavere. Sono stati eseguiti cinque prelievi…”. E prosegue: “Diagnosi generica di sangue. Tale saggio ha fornito esito positivo per tutti i prelievi testati”. E ancora: “Risultati: un unico profilo genotipico femminile riconducibile a Yara da tre prelievi su tracce ematiche sul legaccio destro della scarpa destra”.

Non è tutto. Ci sarebbe un altro mistero legato alla posizione e al ritrovamento del cadavere della 13enne. Il dubbio è se Yara Gambirasio sia rimasta veramente nel campo di Cignolo? E anche su questo Oggi pubblica l’audio con le perplessità di alcuni poliziotti che hanno filmato la zona dove è stato trovato il cadavere: “Secondo te è lì da mesi…?”, si chiede un agente.

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