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Yara Gambirasio, teste: “Urlo da furgone”. Di Bossetti?

BERGAMO – Cinzia Fumagalli, una donna di Ambivere, comune della bergamasca non distante da Brembate di Sopra, dove è sparita Yara Gambirasio, sentì un “grido di una persona giovane che fu subito tappato, come mozzato a metà” proveniente da “un furgone chiuso, di colore chiaro un po’ sporco che passava a velocità sostenuta”.

La donna, che ha parlato stamattina, 18 marzo, nell’aula della Corte d’assise di Bergamo chiamata a testimoniare dai legali della difesa di Massimo Bossetti, ha detto di non essere in grado di dire se l’urlo apparteneva ad un maschio o ad una femmina. La testimone ha raccontato di averne parlato solo con il marito e gli inquirenti. “Mi sono ricordata del fatto quando ho saputo, il primo dicembre 2010, che erano iniziate le ricerche di Yara nel comune di Ambivere e l’indomani mi sono recata dai carabinieri per raccontarlo”.

Davanti alla Corte oggi ha parlato anche il bibliotecario di Brembate di Sopra dove Yara si recava per prendere in prestito i libri. “Veniva più o meno una volta al mese – ha detto l’uomo – e prendeva in prestito prevalentemente libri assegnati dall’insegnante”. A domanda della difesa, l’uomo ha ricordato che, tra gli altri, Yara aveva preso in prestito un libro sul tema del bullismo e un altro volume dal titolo “Brutta”.

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