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Russia. Iran non ancora pagato $800 mln per missili S-300

L'Iran non ha ancora pagato "nel modo dovuto" per i sistemi missilistici russi S-300 e quindi "e' troppo presto per indicare delle date precise" per la loro consegna a Teheran. Lo ha detto il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, secondo cui "ci sono problemi con i pagamenti" e "non sono state stabilite scadenze" per le forniture.

RUSSIA, MOSCA – L’Iran non ha ancora pagato “nel modo dovuto” per i sistemi missilistici russi S-300 e quindi “e’ troppo presto per indicare delle date precise” per la loro consegna a Teheran.

Lo ha detto il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, secondo cui “ci sono problemi con i pagamenti” e “non sono state stabilite scadenze” per le forniture.

Mercoledi la testata filo-Cremlino Sputnik aveva annunciato che la Russia avrebbe iniziato a consegnare giovedi all’Iran i primi sistemi di difesa anti-aerea S-300 attraverso il Mar Caspio da Astrakhan. La vendita era stata sospesa nel 2010 dall’allora presidente Dmitri Medvedev in applicazione di una risoluzione Onu che sanzionava l’Iran per il suo programma nucleare.

Ma lo scorso aprile l’attuale leader del Cremlino, Vladimir Putin, aveva rimosso il divieto, ritenendo che l’accordo siglato a Losanna sul nucleare iraniano tra le grandi potenze e Teheran lo consentisse. La decisione aveva suscitato l’irritazione degli Usa, dell’Arabia Saudita e di Israele.

Il contratto iniziale, del valore di 800 milioni di dollari, risale al 2007. Parlando del recente incontro di Putin con il ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan, Peskov ha fatto sapere che i due hanno discusso di cooperazione tecnico-militare, senza precisare se è stato toccato il tema delle forniture dei missili S-300.