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Iraq. Governo difende le proprietà dei cristiani fuggiti

Il ministro della Giustizia iracheno, Haidar al Zamily, ha annunciato l'adozione di severe misure per proteggere le proprietà immobiliari dei cristiani che sono dovuti partire a causa delle violenze, denunciando una serie di truffe ai loro danni, con il rischio di perdere la casa.

IRAQ, BAGHDAD – Il ministro della Giustizia iracheno, Haidar al Zamily, ha annunciato l’adozione di severe misure per proteggere le proprietà immobiliari dei cristiani che sono dovuti partire a causa delle violenze, denunciando una serie di truffe ai loro danni, con il rischio di perdere la casa.

Le nuove norme dovranno proteggere in particolare le proprietà dei cristiani che hanno lasciato il Paese, o si sono rifugiati nella regione autonoma del Kurdistan.

“Il ministero – ha affermato Al Zamily – ha scoperto un certo numero di truffe da parte di persone che hanno cercato di impossessarsi dei beni delle famiglie cristiane producendo falsi documenti di delega”. Nei giorni scorsi le autorità giudiziarie avevano segnalato casi simili in particolare nel distretto di Karrada, a Baghdad, in cui erano risultati coinvolti anche impiegati del catasto.

“Severe punizioni – ha detto il ministro – saranno inflitte a impiegati coinvolti in queste truffe”. Inoltre, ogni documento di delega dovrà essere confermato o da deputati cristiani o da rappresentanti delle comunità cristiane. L’Iraq, dove fino alla caduta del regime di Saddam Hussein vivevano un milione e mezzo di cristiani, ha visto un esodo massiccio di membri di questa minoranza negli ultimi 14 anni. Attualmente, secondo alcune stime, non sarebbero più di 200 mila quelli rimasti.