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Cina. Protesta migliaia minatori per salari e taglio posti

Migliaia di minatori in Cina hanno protestato per il terzo giorno a causa del mancato pagamento degli stipendi arretrati e per i timori dell'annunciata falcidia di posti di lavoro nelle aziende di Stato: l'epicentro degli scioperi è la città di Shuangyashan, nella provincia di nordest di Heilongjiang al confine con la Siberia, mentre il bersaglio è la Longmay Mining Holding, colosso dell'estrazione del carbone.

CINA, PECHINO – Migliaia di minatori in Cina hanno protestato per il terzo giorno a causa del mancato pagamento degli stipendi arretrati e per i timori dell’annunciata falcidia di posti di lavoro nelle aziende di Stato: l’epicentro degli scioperi è la città di Shuangyashan, nella provincia di nordest di Heilongjiang al confine con la Siberia, mentre il bersaglio è la Longmay Mining Holding, colosso dell’estrazione del carbone.

In alcuni video, girati dagli stessi manifestanti e postati su Internet, si leggono striscioni come “vogliamo mangiare, vogliamo i nostri salari”, in una azione in netto contrasto ai piani di Pechino.

Il piano punta al riordino graduale e ordinato di settore segnati dalla forte sovrapproduzione, come carbone e acciaio, con l’eliminazione in di 1,8 milioni di posti di lavoro usando un fondo da 100 miliardi di yuan (14 miliardi di euro) come “protezione e riallocamento delle risorse”.