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Hiroshima. Storica visita di Obama dopo il G7 di maggio

GIAPPONE, HIROSHIMA – Barack Obama sarà il primo presidente americano a visitare Hiroshima il prossimo mese, in occasione del summit G7 di Shima nel Giappone centrale. Lo scrive Kyodo News, citando alcuni membri dell’amministrazione di Washington.

Con molta probabilità Obama si recherà a Hiroshima il 27 maggio, dopo aver partecipato agli incontri di due giorni del G7, nella prefettura di Mie.

La Casa Bianca sarebbe già al lavoro per pianificare la visita a Hiroshima, che potrebbe essere condivisa col premier Shinzo Abe. In base ai piani dell’amministrazione Usa Obama depositerà una corona di fiori al cenotafio davanti al Memoriale della Pace e successivamente farà un discorso vicino a ground zero. Obama è stato insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2009, lo stesso anno in cui si pronunciò a favore di un disarmo totale degli arsenali nucleari a livello globale nel celebre discorso di Praga, e da allora ha più volte espresso la volontà di recarsi a Hiroshima e Nagasaki prima della fine del suo mandato.

I sindaci delle due città hanno esteso il loro invito al presidente Usa, per incontrarsi con i sopravvissuti ed estendere il messaggio di speranza per un mondo privo di armi nucleari. Recentemente anche il New York Times e il Washington Post, attraverso i loro editoriali, si sono dichiarati favorevoli ad una visita di Obama a Hiroshima e Nagasaki.

Le due città furono devastate dalle due bombe atomiche sganciate dagli Usa nel 1945, causando circa 140.000 morti a Hiroshima e 74.000 a Nagasaki. Il viaggio di Obama a Hiroshima farà parte del suo tour in Asia, che dopo il Giappone lo porterà in Vietnam.

Anche il segretario di Stato John Kerry si è recato in visita a Hiroshima, la città giapponese su cui venne sganciata la prima bomba nucleare mai utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale dagli Stati Uniti. Anche questa una visita storica, la prima di un segretario di Stato. Ma Kerry ha avvertito che “Gli Stati Uniti non si scuseranno per aver usato l’atomica”.

Un alto funzionario della delegazione statunitense ha spento voci e attese che durante la prima giornata del G7 dei ministri degli Esteri si erano rincorse in modo sempre più insistente.