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India. Governo rinuncia a stabilire quanti poveri, forse 360 milioni

INDIA, NEW DELHI – Stabilire quanti sono i poveri in India, che ha una popolazione di 1,25 miliardi di persone, è un esercizio difficile e lo ha appena dimostrato un comitato costituito dal premier Narendra Modi che, dopo un anno e mezzo di lavoro, ha gettato la spugna, limitandosi a consigliare “la creazione di un altro comitato composto da personalità autorevoli sul tema”.

Una copia della relazione, inviata da una task force del Niti Aayog (Istituzione nazionale per la trasformazione dell’India) presieduta dal vice presidente Arvind Panagariya, è in pos del quotidiano Hindustan Times e da essa si evince che il comitato ha dovuto mettere fine al suo lavoro “per mancanza di accordo fra i suoi membri”.

Per cui, riferisce il giornale, “la task force raccomanda la creazione di un gruppo di esperti integrata da autorevoli specialisti sul tema per studiare a fondo la questione e fissare il livello della linea di povertà”. Il Niti Aayog, che ha sostituito la precedente Commissione per la pianificazione, è il terzo organismo che negli ultimi otto anni ha cercato di dire la parola finale sul tema del livello di povertà.

Nel 2009 il Comitato Tendulkar, considerando un reddito minimo giornaliero individuale di 33 rupie (0,44 euro) per la città e 27 rupie (0,36 euro) per la campagna, ha fissato il numero dei poveri in India a 270 milioni. Nel 2014, invece, il Comitato Rangarajan ha ricalcolato i parametri, elevando a 47 rupie per la città e 32 per la campagna il reddito minimo quotidiano individuale, e raggiungendo così la cifra di 363 milioni di poveri..