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Isis. Strage a Baghdad in un affollato corteo funebre, 35 morti

LIBANO, BEIRUT – Strage in un affollato raduno funebre in un quartiere di Baghdad a maggioranza sciita: nell’attentato suicida rivendicato dall’Isis sono morte almeno 35 persone, tra cui donne, anziani e bambini. Circa 60 persone sono rimaste ferite, alcune in modo molto grave e il bilancio potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.

L’attacco è stato compiuto mentre da settimane i media governativi annunciano a gran voce “l’imminente” offensiva congiunta con la Coalizione anti-Isis guidata dagli Usa per liberare Mosul, roccaforte jihadista nel nord del paese.

Solo tre mesi fa sempre a Baghdad un violentissimo attentato era stato compiuto in un altro quartiere a maggioranza sciita, uccidendo circa 300 persone e segnando il record di vittime dal 2007. Un attentatore suicida si è infiltrato sabato tra la folla giunta nel quartiere di Shaab, a Baghdad, per celebrare il rituale funebre dell’uccisione di Hussein, nipote del profeta Maometto e una delle personalità più venerate dagli sciiti.

Attorno e dentro l’ampia tenda tradizionale allestita per l’evento v’erano decine di persone, affermano i testimoni. L’esplosione – proseguono – è stata violentissima. E tra i corpi senza vita a terra c’erano numerosi anziani, donne e bambini. Poco dopo l’attacco il Telegram dell’agenzia Aamaq vicina all’Isis ha rivendicato l’attacco, affermando che “l’operazione di martirio ha preso di mira un raduno a Shaab”.

L’attentato giunge a meno di 24 ore dalla diffusione della notizia di uno tentato golpe contro la dirigenza dell’Isis a Mosul preparato da uno dei colonnelli del ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi. La propaganda governativa irachena ha dato ampio risalto alla notizia, per sottolineare come lo Stato Islamico stia perdendo la base di consenso a Mosul, seconda città irachena e in mano ai jihadisti dall’estate 2014.

Secondo fonti concordanti, sono circa 30 mila le truppe di terra pronte a sferrare un’offensiva congiunta su Mosul: militari governativi iracheni, milizie sciite filo-iraniane alleate di Baghdad, militari curdo-iracheni, esercito turco. Tutti dovrebbero essere sostenuti dall’aviazione della Coalizione anti-Isis guidata dall’ Arabia Saudita.