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Usa. Nozze At&t al test della politica non convince tutti, dubbi Clinton

USA, NEW YORK – At&t acquista Time Warner, e rivoluziona l’industria dei media, creando un impero tramite un’integrazione verticale che non convince tutti. Il piu’ scettico Steve Case, l’ex numero uno di Aol, la societa’ acquistata da Time Warner nel 2000 per 164 miliardi di dollari: una fusione verticale salita alla storia come la peggiore di tutti i tempi.

Case su Twitter non ha nascosto le proprie perplessita’, limitandosi a dire ‘Deja vu’. Ma i dubbi sono soprattutto a Washington, con la fusione che irrompe in campagna elettorale. Ai timori del candidato democratico alla vice presidenza Tim Kaine, si sommano quelli di Hillary Clinton, secondo la quale l’esame deve essere approfondito.

Per Donald Trump l’unione e’ da bocciare. La fusione da 85,4 miliardi di dollari sara’ passata al ‘microscopio’ dalle autorita’, con il Senato che annuncia un’audizione gia’ entro la fine dell’anno. At&t e Time Warner si dicono fiduciose, e ritengono che non ci siano le basi per bloccarla, che saranno probabilmente richieste dismissioni. Apple resta a guardare: consapevole della crescente importanza dei contenuti e dell’iPhone che perde colpi, Apple aveva avviato contatti con Time Warner. Ma senza successo.

Cupertino si appresta a registrare il primo calo annuale delle vendite di iPhone, gia’ in calo da alcuni trimestri, e si sta riorientando, puntando con maggiore slancio sui servizi da offrire. E di fatto aprendo un nuove fronte di scontro con Google, al lavoro su un servizio di web tv tramite YouTube. Il successo di Netflix e di Hulu hanno messo in evidenza come i contenuti originali sono destinati ad avere un peso sempre maggiore, anche per le societa’ hi tech.

Time Warner, con Hbo, e’ considerata leader nel settore dei contenuti, con produzioni di ampio successo. Apple al momento resta quindi fuori dal risiko, e assiste al consumarsi della quinta maggiore fusione nella storia dei media e delle telecomunicazioni.

Cupertino, che annuncera’ i risultati trimestrali martedi’, e’ alle prese con problemi interni: il suo prodotto di punta, l’iPhone, e’ in difficolta’. Nei tre mesi che si sono chiusi in settembre le vendite dovrebbero calare nuovamente, per il terzo trimestre consecutivo, portando il bilancio dell’esercizio fiscale 2016 a 211 milioni di iPhone venduti, il 9% in meno. Una ripresa e’ attesa per le vendite natalizie, ma il calo preoccupa cosi’ come preoccupa l’intensificarsi della concorrenza sui servizi mobili.