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Isis. Decine migliaia di civili impiegati come scudi umani a Mosul

SVIZZERA, GINEVRA – Decine di migliaia di civili, donne, uomini e bambini, sono stati catturati dai miliziani dell’Isis attorno a Mosul per essere condotti nella città irachena ed usati come scudi umani mentre prosegue l’offensiva delle forze irachene per riconquistare la città.

Lo denuncia la portavoce dell’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani Ravina Shamandasani. Molti sono stati uccisi e tra questi 232 persone tra cui 190 ex membri delle forze irachene e 40 civili che si rifiutavano di obbedire ai loro ordini, giustiziati mercoledì.

“Rapporti credibili” suggeriscono che dall’inizio delle operazioni per la ripresa di Mosul da parte del governo iracheno il 17 ottobre scorso, “l’Isis ha costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare la propria casa nei sub-distretti intorno a Mosul e trasferito civili all’interno della città stessa”, ha detto la portavoce precisando che “almeno 5.370 famiglie sarebbero state rapite nel sub-distretto di Shura, altre 160 famiglie in quello di al-Qayyarah, 150 in quello di Hamam al-Alil e 2.210 famiglie da Nimrud”.

Minacciate con le armi, o uccise se resistono, “queste persone sarebbero state spostate in posizioni strategiche dove si trovano combattenti dell’Isis”, ha aggiunto denunciando la strategia “vile” dell’Isis. Informazioni ricevute indicano che 60.000 persone sono attualmente a Hamam al-Alil, una roccaforte dell’Isis che contava precedentemente 23.000 abitanti. Ravina Shamandasani ricorda che l’uso di scudi umani è proibito dal diritto internazionale umanitario.