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Mosul. Onu, 400 donne nelle mani dell’Isis a Tal Afar, civili spostati in Siria

Donne a Mosul

Donne a Mosul

SVIZZERA, GINEVRA – Quattrocento donne sono nelle mani dell’Isis a Tal Afar. Lo denuncia la portavoce dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani Ravina Shamdasani che non ha potuto fornire informazioni supplementari sulla loro situazione sottolineando però che si tratta di una popolazione particolarmente vulnerabile: «sono donne ed appartengono a minoranze», ha detto.

Citando nuovi rapporti, la portavoce ha affermato che l’Isis continuebbe a trasferire con la forza numerosi civili: in particolare, martedì scorso, circa 1.600 persone sarebbero state trasferite a bordo di camion da Hamam al-Alil a Tal Afar. Ad alcune di queste famiglie è stato detto che sarebbero state trasportate in Siria, ha aggiunto la portavoce esprimendo il timore che l’Isis pianifichi di prendere i civili sulla strada del ripiego per usarli come scudi umani e proteggersi da attacchi aerei.

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Le Nazioni Unite hanno anche ricevuto segnalazioni di morti civili causati da raid aerei della coalizione, incluso un raid mercoledi’ scorso che avrebbe ucciso quattro donne e ferito altri 17 civili nel quartiere di al-Qudus di Mosul. Infine, stando agli ultimi dati resi noti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), il numero di sfollati in fuga dagli scontri a Mosul è salito ad oltre 22.224 dal 17 ottobre, data di inizio dell’offensiva contro l’Isis.

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