Cronaca Mondo

Chelsea Manning scarcerata: “Primi passi di libertà”

Chelsea Manning (foto Ansa)

Chelsea Manning (foto Ansa)

NEW YORK – Chelsea Manning, l’ex soldato condannato per aver passato informazioni segrete a WikiLeaks è stata scarcerata dopo aver scontato sette anni di prigione.

Parlando con ABC, la settimana scorsa, la Manning ha spiegato che ad aiutarla in questi anni difficili è stata la vicinanza dei supporter. “Ciò che è accaduto è solo un punto di partenza, non la mia destinazione finale”.
Chelsea Manning, prima soldato Bradley Manning, dopo la condanna rivelò di sentirsi una donna e chiesto di essere chiamata col nome femminile.

Lo scorso anno, ha tentato due volte il suicidio ma dopo l’intervento di Obama, grazie anche al sostegno di veterani e transgender per cui è una vera e propria icona, la Manning dichiarò che “per la prima volta vedo il mio futuro come Chelsea, posso immaginare di vivere per ciò che sono e finalmente posso stare nel mondo”.
In prigione, la Manning ha avviato il trattamento ormonale per iniziare la transizione che all’esterno, sarà sicuramente più veloce.
I suoi avvocati sostengono che la Manning è stata sottoposta a violenze sistematiche, costretta a scontare la pena in un carcere maschile, le hanno limitato l’assistenza sanitaria e impedito di avere un taglio di capelli femminili.

Chelsea resterà un militare e anche se non riceverà uno stipendio, potrà godere di alcuni benefit, tra cui l’assicurazione sanitaria.
Un gruppo di musicisti, prima del rilascio dell’ex analista informatico, ha lanciato un album i cui proventi andranno alla Manning per aiutarla a iniziare una nuova vita.
“La prima cosa che dice Chelsea quando parliamo della sua libertà è che vuole restituire quanto ricevuto dalla comunità trans”, ha affermato Chase Strangio, avvocato dell’American Civil Liberties Union e transgender.

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