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Aborto, scomunica potrebbe saltare dopo l’apertura di Papa Francesco

ROMA – Dopo che il Papa ha esteso a tutti i preti la possibilità di assolvere per l’aborto donne e medici, la scomunica prevista per chi provoca l’interruzione di gravidanza potrebbe essere superata: “Non è da escludere”, dice l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. “Poi – afferma – che sia proprio Francesco ad abrogare il canone non lo so, sarebbe da chiederlo a lui stesso. Certo è che negli ultimi decenni il Codice è stato già rivisitato decine e decine di volte. Quindi non c’è da meravigliarsi che il progresso della vita determini un aggiornamento della legge canonica. È nella sostanza del reale, la tradizione della Chiesa è un corpo vivente, non un Codice bloccato”.

Rispetto a chi ritiene che si sia svilita la gravità del peccato, l’arcivescovo dà una lettura diversa: “Facilitare il ricorso al perdono è il modo per frenare la piaga dell’aborto, non per rendere il peccato un’abitudine. L’assoluzione comporta una migliore presa di coscienza della gravità del fatto compiuto, un impegno a non commetterlo più”.

“Se ci lasceremo guidare tutti dalla Parola di Dio, arriveremo a una maggiore chiarezza della verità”, afferma parlando delle critiche degli ultraconservatori: “L’importante è non cadere nella tentazione del ‘determinismo'”. “‘Non è il Vangelo che cambia, siamo noi che lo comprendiamo meglio’, ripeteva papa Roncalli”, conclude.