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Adele Puglisi morta a Dacca: firmò petizione pro Islam contro Libero

ROMA – Adele Puglisi, manager catanese di 46 anni, è una delle 9 vittime italiane della strage di Dacca. Lei, morta per mano del terrorismo islamico, il 16 novembre del 2015, aveva postato sulla sua bacheca Facebook una petizione online contro la prima pagina del quotidiano Libero, che all’indomani della strage di Parigi titolava: “Bastardi islamici”. In calce al post il commento secco di Adele: “E’ vergognoso”.

Amante del mare, dell’arte e dei viaggi, Adele Puglisi difendeva a spada tratta le popolazioni che l’avevano accolta. Credeva nel multiculturalismo, era una donna di mondo, nel senso alto del termine. “La vedevamo 20 giorni l’anno – la ricordano gli amici – era sempre in giro per lavoro”.

Lei stessa si descriveva così sulla sua pagina Facebook: solare e amante dei viaggi. Non era sposata, non aveva figli e per questo aveva scelto una vita di libertà. Per questo rifiutava ogni forma di fondamentalismo anche quello occidentale aprioristico contro l’Islam. Ma la strategia del terrore si sa colpisce i migliori.

Adele doveva ripartire alla volta della Sicilia il giorno dopo la strage. Suo fratello e i suoi amici si stavano organizzando per accoglierla.

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