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Afghanistan: a 15 anni bruciata viva nel forno dalla cognata

KABUL – Una giovane afghana di 15 anni è stata uccisa per ragioni sconosciute dalla cognata che l’ha gettata nel forno ‘tandoori’ domestico a Jalalabad City, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar. Secondo fonti della polizia, riferisce il portale di notizie Khaama Press, il fatto è avvenuto sabato quando la ragazza adolescente, di nome Mursal, e la moglie di suo fratello, erano sole a casa.

La polizia, chiamata da alcuni vicini, è intervenuta arrestando la donna che però per il momento non ha voluto rispondere alle domande degli inquirenti. La vicenda ha suscitato grande emozione in Afghanistan dove sono comuni i casi di violenza di uomini contro persone di femminile, mentre sono rari quelli di donne contro altre donne.

Un rapporto recente di Human Rights Watch sostiene che l’Afghanistan è il peggior posto al mondo dove nascere donna. Spiega Repubblica:

L’Afghanistan è stato definito il posto peggiore al mondo per essere una donna. I dati più recenti forniti da Human Rights Watch sono a dir poco sconfortanti: l’85% delle donne è senza istruzione, la metà si sposa prima dei sedici anni, ogni due ore una donna muore nel Paese dando alla luce un figlio, i casi di violenza sono cresciuti del 25% nell’ultimo anno e, sempre l’anno scorso, 120 donne si sono date fuoco. Il monitoraggio. A monitorare la situazione e a fornire notizie sempre aggiornate sulla violazione dei diritti femminili è, dall’Italia, l’Osservatorio Afghanistan del Cisda (Coordinamento italiano sostegno donne afghane) un’associazione che dal 1999 lavora sul tema dei diritti della donna contro i fondamentalismi e le guerre. Non è il solito “progettificio” occidentale, ma un gruppo di volontarie che negli anni si sono recate sul territorio, hanno incontrato esponenti di associazioni femminili locali ed hanno iniziato ad appoggiarle, sostenerle, anche politicamente, nello loro scelte forti.